Roma, 8 lug. - (Adnkronos/Aki) - E' con cautela che Anita Saleem, vedova del corrispondente dal Pakistan di AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL e collaboratore de La Stampa Syed Saleem Shahzad, accoglie le parole del capo degli Stati Maggiori Riuniti, Mike Mullen, che ha accusato Islamabad di aver ''approvato'' l'uccisione del reporter, pur affermando di non avere ''prove'' che collegano l'uccisione di Shahzad all'Isi. ''Non ho prove, non ho indizi. Come posso sapere io queste cose?'', commenta Anita Saleem in un colloquio con AKI, mentre si trova in Italia per ritirare il Premio Ischia Internazionale speciale di giornalismo assegnato a suo marito. ''Le uniche cose sicure sono che Saleem ha raccontato per email che è stato interrogato dall'Isi ed era preoccupato per la sua sicurezza'', afferma. Anita Saleem ribadisce come Shahzad, il cui corpo è stato ritrovato il 31 maggio scorso nel Punjab a due giorni dalla scomparsa a Islamabad, apparisse ''molto tranquillo'', come ''non sembrasse preoccupato'' e in casa non parlasse del suo lavoro. Anche per questo, conclude, la morte di Shahzad è molto ''scioccante'' per la famiglia, ''che non si aspettava quel che è accaduto''. A Ischia, accompagnata dal Presidente di GMC Adnkronos Giuseppe Marra e da una delegazione del Premio Ischia, Anita Saleem parteciperà oggi a una tavola rotonda sui diritti umani, che sarà trasmessa da Sky Tg 24.