Juba, 9 lug. (Adnkronos/Ign) - Il Sud Sudan è divenuto la più giovane nazione del mondo, marcando la sua definitiva separazione dal nord, dopo decenni di conflitti. Le campane delle chiese, allo scoccare della mezzanotte, hanno cominciato a risuonare per salutare lo storico momento che vede la nascita del 54esimo Stato africano. Nella capitale Juba la cerimonia per la proclamazione dell'indipendenza, a cui partecipano migliaia di persone, è cominciata con l'inaugurazione dalla statua del leader storico degli indipendentisti del sud, John Garang, morto nel 2005 poco dopo l'accordo di pace con Khartoum. La statua era avvolta nella bandiera del Sud Sudan, tre strisce di colore nero, rosso e verde e un triangolo blu con una stella gialla. Il Sud Sudan verrà riconosciuto la prossima settimana quale 193esima nazione del mondo e sarà ammesso alle Nazioni Unite. La separazione del Sud Sudan dal Sudan e la nascita della nuova nazione sono la conseguenza dei risultati del referendum del gennaio scorso. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon ha assicurato che il Sud Sudan potrà contare sulla solidarietà della comunità internazionale. In un'intervista all'agenzia Dpa, Ban ha parlato di un momento "molto emozionante e eccitante". Ban intende convocare una conferenza internazionale di donatori, ma ha anche invitato il governo della nuova nazione ad agire "responsabilmente". Le Nazioni Unite sono pronte a offrire il loro aiuto sul fronte delle infrastrutture e dell'economia e nella costruzione delle istituzioni del Paese, dello Stato di diritto e per la tutela dei diritti umani, ha detto ancora il segretario generale. Ban ha però sottolineato come il crescente conflitto nell'area dell'Abyei, regione al confine tra sud e nord Sudan, richieda una soluzione politica permanente. Anche "l'Italia oggi riconosce la nascita del nuovo Stato indipendente del Sud Sudan e si congratula con il suo popolo". E' quanto si legge in una nota della Farnesina che ricorda che, "in qualità di testimone dell'Accordo di pace tra Nord e Sud del 2005 e membro della Commissione internazionale incaricata di monitorarne l'attuazione, l'Italia ha sempre lavorato per la costruzione di una pace duratura nella regione".