Roma, 11 lug. (Adnkronos) - ''Stop alle bombe prima dell'inizio del Ramadan'': è il vescovo di Tripoli, monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, a sottolineare all'Adnkronos ''la necessità di giungere ad una soluzione negoziale entro breve tempo''. ''Ragioni di opportunità - spiega Monsignor Martinelli - consiglierebbero di arrivare ad una tregua almeno per il periodo del Ramadan, che comincia all'inizio del mese prossimo. Sarebbe una forma di rispetto per la comunità musulmana, che è stanca della guerra e che in caso contrario si troverebbe a dover affrontare un periodo di digiuno in piena guerra, sotto i bombardamenti''. ''Solo con il dialogo - prosegue il vescovo di Tripoli - si potrà arrivare ad una conclusione soddisfacente di questa vicenda. L'importante è che si arrivi alla pace, si dia dimostrazione di buona volontà, che non ci si scoraggi davanti alle difficoltà e che non si insista con le bombe''. Quanto alla sorte del leader libico Muammar Gheddafi, ''non so quale soluzione verrà discussa. Chi immagina i possibili scenari del dopo-Gheddafi, però - osserva - tenga presente che ha governato questo Paese per 40 anni e che a Tripoli gode sempre di un grande seguito da parte della popolazione. Si può trovare una soluzione che non lo costringa necessariamente a lasciare la Libia''. Il figlio del colonnello, Seifulislam, in un'intervista rilasciata al quotidiano algerino 'el-Khabar', annuncia che ''sono in corso trattative tra Tripoli e Parigi per trovare una soluzione alla crisi libica". La Francia, da parte sua, smentisce che ''negoziati diretti'' siano in corso con Tripoli. Il portavoce del ministero degli esteri, Bernard Valero, ha precisato che da Parigi, si inviano ''messaggi'' al regime di Gheddafi, ma che ''non vi sono negoziati diretti'', come aveva invece dichiarato il figlio del leader libico.