Damasco: ''Dalla Clinton ingerenza negli affari interni della Siria''
Damasco, 12 lug. (Adnkronos/Aki) - Il ministero degli Esteri di Damasco ha condannato le dichiarazioni rilasciate ieri dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton, secondo la quale "Bashar al-Assad ha perso ogni credibilità". In una nota diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale 'Sana' si legge che "la repubblica siriana condanna con forza le dichiarazioni rilasciate ieri dalla Clinton, le quali rappresentano una ulteriore prova delle ingerenze americane negli affari interni della Siria".
Secondo Damasco "le parole della Clinton sono volte a provocare una prosecuzione della crisi interna al Paese per fini che non corrispondono agli interessi del popolo siriano né alle sue aspirazioni legittime".
Si è intanto conclusa la sessione finale dell'incontro per il dialogo nazionale siriano, avviato domenica a Damasco su iniziativa del presidente al-Assad, con la creazione di una commissione composta da politici e giuristi che sarà chiamata a studiare la nuova riforma di tutti gli articoli della Costituzione siriana.
Secondo quanto si legge nel documento conclusivo dell'incontro, "si è discusso dei nuovi progetti di legge da presentare ed è stato raggiunto un accordo. Il documento finale ribadisce inoltre la necessità di far rispettare la legge e di combattere la corruzione, con l'obiettivo di stabilire uno stato di diritto, il pluralismo e la democrazia".
Nel documento si parla anche di "un rifiuto nei confronti di qualsiasi ingerenza straniera" e si ribadisce che "l'opposizione nazionale è parte del tessuto sociale del Paese". Per questo si chiede la "scarcerazione di tutti i detenuti arrestati durante le manifestazioni degli ultimi mesi". Si ribadisce infine che "il dialogo è l'unica via per porre fine alla crisi".
Ma, sul fronte della cronaca, le autorità siriane hanno arrestato 13 medici nella provincia di Deir al-Zour, nell'est del Paese. Secondo quanto riporta il giornale arabo 'al-Quds al-Arabi', che cita fonti locali, sei medici sono stati arrestati mentre lavoravano nell'ospedale 'al-Assad' della città. Tra loro anche il sindacalista Ghassan Kadhib; altri 7 medici sono stati fermati nella città di Boukamal, lungo il confine con l'Iraq. Le manette sono scattate dopo che un gruppo di colleghi aveva manifestato lunedì contro il governo autoritario del presidente Bashar al-Assad.
E si moltiplicano su YouTube i video di militari siriani che decidono di voltare le spalle al regime di Damasco e di unirsi alla rivolta. Nell'ultimo in ordine di tempo appare il tenente Ibrahim Muhammad Eyuub, ufficiale di Rastan, nella provincia di Homs, che si presenta, mostra la sua carta d'identità, elenca le ragioni per cui ha deciso per la defezione e chiede ai suoi commilitoni di fare la stessa scelta. ''Dai ranghi della quinta divisione dichiaro la mia defezione e il passaggio alle forze della rivoluzione del popolo arabo siriano'' dice il tenente, secondo lo stesso copione seguito da altri militari prima di lui.
Eyuub accusa il regime di violenze, dell'uso di ''scudi umani per proteggere l'entourage del presidente'', dell'uccisione di civili disarmati, dell'arresto e della tortura dei militari che si rifiutano di eseguire l'ordine di sparare sui manifestanti; sorte che lui stesso dice di aver subito.
