Fmi: bene l'impegno del governo sul deficit
Washington, 13 lug. - (Adnkronos/Ign) - La crescita dell'Italia va aiutata con riforme strutturali in "tempi rapidi". E' quanto sottolinea il Fondo Monetario Internazionale che promuove l'impegno del governo sulla riduzione del deficit nel 2014. Il consiglio direttivo dell'Fmi "valuta favorevolmente l'impegno delle autorità (italiane) a ridurre il deficit fiscale al di sotto del 3 per cento del Pil entro il 2012 e vicino allo zero nel 2014", si legge nel documento conclusivo della missione annua degli ispettori del Fondo nel nostro paese. Per i direttori dell'Fmi "la manovra fiscale di medio termine di recente approvata dal governo è un passo importante per la realizzazione di questi obiettivi" ma "è fondamentale una concreta applicazione di questo pacchetto di misure".
Alcuni dei responsabili del Fondo, si sottolinea, "ritengono che misure più dirette di taglio della spesa avrebbero avuto un effetto positivo sull'attegiamento dei mercati" dal momento, fra l'altro, che "la riforma fiscale delineata nel pacchetto deve essere ancora definita".
Dopo aver ribato la "necessità di importanti passi in avanti sulla via delle riforme strutturali" i direttori dell'Fmi hanno parole di elogio per "la flessibilità introdotta dal recente accordo sul mercato del lavoro": il riferimento è all'intesa su contratti e rappresentanza sindacale siglata dai principali sindacati e da Confindustria lo scorso 28 giugno.
In particolare, il Fondo Monetario Internazionale sottolinea che per l'Italia "il consolidamento fiscale è un prerequisito per una crescita sostenibile" e "dovrebbe essere ottenuto mediante la razionalizzazione della spesa pubblica e la riduzione dell'evasione fiscale".
Nel documento - datato 20 giugno scorso - si sottolinea che "il risanamento di bilancio si basa su tagli generalizzati che sono difficili da sostenere e non affrontano la radice dell'inefficienza della spesa pubblica".
Il Fondo evidenzia che il nostro Paese gode di "una modesta ripresa trainata dalle esportazioni" ma con una "crescita che potrebbe essere limitata da ostacoli strutturali a lungo termine". Da qui la necessità di "approcci diversi in materia di riforme strutturali" e aggiunge che "la riforma fiscale, il federalismo fiscale e l'alleggerimento del carico burocratico" sono "fondamentali per la crescita".
Secondo quanto scrive Arrigo Sadun, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale per l'Italia in un documento aggiuntivo al rapporto sulla nostra economia, il Pil italiano "è cresciuto dell'1,3 per cento e dovrebbe salire dell'1,1 per cento quest'anno" grazie a una ripresa guidata dall'export, visto che "il settore manifatturiero sta traendo profitto dalla forte domanda" internazionale.
Nel testo si ricorda come "l'approccio fiscale prudente mantenuto durante la recessione ha permesso al paese di ridurre il deficit statale dal 5,3 per cento del Pil nel 2009 al 4,5 per cento lo scorso anno, ben al di sotto dell'obbiettivo iniziale".
Alla crisi finanziaria hanno resistito le banche ma "la qualità degli asset e la loro redditività sono peggiorate", sostiene il Fondo secondo cui per il futuro "la redditività dovrebbe migliorare gradualmente, ma rimarranno vulnerabilità" nel sistema. L'Fmi per questo "raccomanda ulteriori ricapitalizzazioni delle banche" visto che gli studi effettuati evidenziano una necessita' di migliorare i requisiti di capitale per circa 40 miliardi di euro, alla luce dei requisiti di Basilea 3.
