Caso Milanese, il procuratore di Napoli: "Tremonti non è indagato"
Napoli, 13 lug. - (Adnkronos) - ''In riferimento ad alcune notizie di stampa destituite di fondamento ribadisco, ancora una volta, che il ministro Giulio Tremonti non risulta assolutamente iscritto nel registro degli indagati di questo ufficio e che debba essere ascoltato come persona informata sui fatti nei prossimi giorni''. Lo sottolinea il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, riferendosi alla vicenda che vede coinvolto l'ex consigliere politico di Tremonti, Marco Milanese, in un'inchiesta della procura di Napoli.
In una nota l'immediato commento del ministro: "Prendo atto con molta soddisfazione di quanto comunicato questa sera" da Lepore. "La notizia - aggiunge Tremonti - è per me molto positiva, tanto sul piano personale quanto sul piano istituzionale. Ho, come sempre, fiducia nella giustizia".
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha deciso di incardinare nei lavori del 20 luglio la vicenda dell'ex consigliere di Tremonti. ''Il caso Milanese verrà affrontato la prossima settimana, probabilmente mercoledì. Solo allora sapremo come si intende procedere'', ha spiegato il deputato Fli Antonino Lo Presti.
La richiesta di arresto nei confronti di Milanese trasmessa dal gip di Napoli sarà già domani all'ordine del giorno dell'organismo presieduto da Pierluigi Castagnetti, ma secondo l'accordo raggiunto nella seduta di questa mattina per il momento si procederà solo sul caso di Alfonso Papa. Domani, infatti, la Giunta arriverà al voto.
Quanto al caso Milanese, il relatore Fabio Gava (Pdl) ha spiegato si metterà subito a studiare le carte, assicurando che entro una decina di giorni il deputato potrebbe depositare una sua memoria difensiva. Allo stato, dunque, si allungano i tempi: per il voto della Giunta su Milanese bisognerà aspettare la fine dell'estate. Visto che la richiesta di autorizzazione all'arresto è arrivata il 7 luglio scorso, i tempi dell'istruttoria parlamentare scadrebbero il 7 agosto e per quella data i lavori della Camera dovrebbero essere già sospesi per le ferie.
Si è intanto rifiutato di rispondere alle domande del gip Massimo De Cesare, l'amministratore delegato della società Eurotech arrestato nei giorni scorsi in relazione all'indagine romana sulla vendita di uno yacht appartenuto a Milanese.
Assistito dall'avvocato Gianluca Tognozzi, De Cesare, che è agli arresti domiciliari, si è rifiutato di rispondere nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Anna Maria Fattori. L'inchiesta oltre a Milanese e a De Cesare vede indagati anche l'ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa.
