Roma, 14 lug. (Ign) - "Non mi stupisce che i giovani scelgano il web: Internet ha saputo abbattere barriere culturali e sociali, custodire e promuovere sapere e conoscenza. E lo fa gratuitamente". E' il ministro della Gioventù Giorgia Meloni a commentare i dati del rapporto del Censis 'I media personali nell'era digitale', dal quale emerge come i giovani scelgano internet come strumento per tenersi informati attraverso le ricerche su Google (oltre il 65%), la condivisione di contenuti su Facebook (oltre il 61%) e i canali televisivi su YouTube (oltre il 47%). "Lo straordinario potere universalizzante del web è riuscito a giungere là dove né la stampa, né la radio, il cinema o la televisione erano mai arrivati. Ma, soprattutto - sottolinea la Meloni - i giovani scelgono di informarsi su Internet perché computer e smartphone sono i principali mezzi con cui ogni giorno comunicano, fanno amicizia, scambiano idee e opinioni, scelgono quale film guardare, che programma seguire, che musica ascoltare, a che gioco giocare". Per il ministro, "oltre ad essere facile e gratuito, Internet è la cosa più immediata a portata di mano per questa generazione. E’ la politica, spesso, ad essere culturalmente in ritardo rispetto a questa realtà, e quindi a guardare con sospetto ciò che non riesce a capire". I dati del rapporto Censis, prosegue poi la Meloni, "ci raccontano due cose. La prima, che i giovani italiani, al contrario di quanto qualcuno vorrebbe far credere, sono interessatissimi al mondo dell’informazione e della comunicazione, basta offrire loro la possibilità di usufruire di canali accessibili e gratuiti. La seconda, che i giovani vogliono la possibilità di scegliere, e Internet è il media che meglio offre oggi questa possibilità". "Più che guardare con preoccupazione allo straordinario successo del web tra i giovani, che considero anzi molto positivo, ritengo più opportuno informare ragazze e ragazzi italiani sull’importanza di un utilizzo consapevole della rete", suggerisce il ministro della Gioventù. Che spiega: "On line, infatti, non sempre tutto è reale, dimostrato e veritiero. Ma per sopperire a questo deficit di autorevolezza della rete è sufficiente navigare con un po’ di buonsenso. E il ministero della Gioventù ha attivato diverse campagne di sensibilizzazione in questo senso - conclude - con partner importanti come Google, Youtube, la Polizia Postale e delle Comunicazioni e il Garante per la protezione dei dati personali".