Libia, Gheddafi: "Continuate a resistere anche se non sentite la mia voce"
Tripoli, 1 set. (Adnkronos/Aki/Ign) - ''Continuate la resistenza anche se non sentite la mia voce''. E' quanto Muammar Gheddafi ha detto in un intervento audio trasmesso dalla tv al-Arabiya. Il messaggio, il quarto dall'ingresso de ribelli a Tripoli, è stato diffuso a 42 anni dalla salita al potere del colonnello.
Il rais vuole una ''battaglia lunga'' contro i ribelli per riprendere il controllo della Libia. ''Sia una battaglia lunga e si bruci il Paese'', dichiara. ''Combattete in ogni strada, in ogni oasi in ogni città, non abbiate paura'', insiste. ''I colonizzatori non hanno un popolo di combattenti - dice - perché arruolano solo agenti e mercenari e i colonialisti abbandoneranno il nostro Paese, non resteranno per difendere i loro agenti'', ovvero i ribelli.
Il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico è ''diviso'' e i ribelli ''contano solo sull'appoggio di mercenari e mezzi di informazione internazionali'' compiacenti, afferma il colonnello.
''Le tribù di Sirte e Bani Walid sono armate ed è impossibile sottometterle'', continua. Sirte è la città natale del colonnello, di cui non ci sono tracce ormai da giorni. Bani Walid, 150 chilometri a sudest di Tripoli, è una delle zone in cui si ritiene che Gheddafi possa essersi nascosto dopo l'ingresso dei ribelli nella capitale.
''Non c'è popolo al mondo che possa rimanere sotto occupazione. L'Occidente e i colonizzatori faliranno'', afferma Gheddafi. ''Il popolo libico governa se stesso, non è un animale che può essere sottomesso'', prosegue.
''Nessuna resa dopo i sacrifici dei martiri'', sottolinea poi. ''I colonizzatori hanno cercato attraverso mezzi tecnici di offuscare la mia voce e le comunicazioni tra le tribù perché la nostra voce è una minaccia per i colonizzatori - dice Gheddafi - Lasciate che parlino le pallottole da una valle all'altra e da una montagna all'altra''.
Intanto, al-Arabiya conferma le voci circolate nei giorni scorsi secondo cui Hana, la figlia adottiva del colonnello data per morta nel raid Usa su Tripoli nel 1986, è viva ed è fuggita con i fratelli e con la moglie di Gheddafi in Algeria la scorsa settimana.
Voci confermate anche da un medico di Tripoli, Gassem Baruni, intervistato dall'emittente britannica Sky News. "Ha lavorato in chirurgia all'ospedale di Tripoli per più di un anno", ha detto. Le voci su Hana hanno cominciato a diffondersi quando i ribelli sono entrati a Tripoli e hanno preso il controllo di Bab al-Aziziya. Nella residenza-bunker del colonnello, sono state trovate foto attribuite alla giovane.
Per il quotidiano panarabo 'Asharq al-Awsat', che cita "fonti libiche" vicine al colonnello, Gheddafi si trova invece nell'oasi centrosettentrionale di Jufrah. Secondo le fonti, il rais ha respinto l'ultimatum del Cnt, che ha chiesto ai lealisti di Sirte di arrendersi entro sabato, scadenza poi posticipata.
E' stato infatti rinviato di sette giorni l'ultimatum che gli insorti avevano imposto ai leader tribali di Sirte per arrendersi senza spargimento di sangue. Lo ha riferito una fonte del Consiglio nazionale di transizione all'emittente Bbc, precisando che i clan hanno una settimana, a partire da oggi, per consegnare pacificamente la città. L'ultimatum precedentemente fissato sarebbe scaduto sabato. Da giorni, tuttavia, sono in corso negoziati per favorire la caduta di Sirte nelle mani dei ribelli.
L'Algeria da parte sua fa sapere di non aver mai considerato l'ipotesi di ospitare sul suo suolo il leader libico. ''Non è mai stata discussa l'ipotesi che Gheddafi potesse venire a bussare alla nostra porta", ha affermato il ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelci, in un'intervista all'emittente 'Europe 1'.
Del futuro della Libia si discute oggi alla conferenza internazionale di Parigi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha partecipato a una sorta di pre-vertice ristretto all'Eliseo, con Francia, Usa, Gb, Canada, Qatar, Emirati Arabi, Giordania e Turchia. Fonti diplomatiche riferiscono poi di un bilaterale tra Sarkozy e Hillary Clinton prima dell'inizio dei lavori.
Intanto, l'Ue ha deciso di scongelare gli asset di 28 entità libiche finora sottoposte a sanzioni. La decisione è stata presa dal Consiglio Ue a Bruxelles qualche ora prima dell'inizio della Conferenza. La decisione riguarda in particolare "porti, banche e il settore energetico", ha annunciato l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune,. "Oggi l'Ue ha deciso di sollevare il congelamento dei beni su 28 entità libiche", in quanto l'obiettivo di Bruxelles è "fornire risorse al governo ad interim e al popolo libico ed aiutare l'economia a ripartire".
