La Turchia espelle ambasciatore israeliano e sospende tutti i contratti militari
Ankara, 2 set. (Adnkronos/Aki/Ign) - Il rapporto 'Palmer' preparato da un'apposita commissione Onu sul blitz israeliano contro la Freedom Flotilla "per la Turchia non esiste". Lo ha detto il presidente turco Abdullah Gul, aggiungendo che nuove misure contro Israele potrebbero aggiungersi a quelle annunciate oggi dal ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu.
"Queste misure sarebbero dovute essere prese prima, ma con l'obiettivo di dare qualche possibilità agli sforzi di alcuni paesi alleati, abbiamo aspettato fino a oggi", ha detto Gul a Istanbul, citato dalle agenzie turche. Un riferimento alla decisione di espellere l'ambasciatore d'Israele, declassare i rapporti diplomatici e sospendere tutti i contratti militari dopo le mancate scuse di Tel Aviv per l'incidente del 31 maggio 2010 sulla Freedom Flottilla, in cui morirono nove cittadini turchi.
"Alcuni ambienti potrebbero non capire la determinazione del nostro stato a mostrare che gli incidenti del passato non possono essere dimenticati e che difenderemo sempre i diritti dei nostri cittadini - ha proseguito Gul - Le misure annunciate oggi costituiscono un primo passo. In linea con l'evolversi degli eventi e con la posizione di Israele, misure aggiuntive potranno essere adottate in futuro".
"La Turchia, in quanto paese più potente in questa regione, non solo proteggerà i suoi diritti, ma anche quelli di tutti i popoli che ne hanno bisogno - ha assicurato Gul - Anche la comunità internazionale dovrebbe esserne consapevole". Il rapporto dell'Onu, di cui sono state pubblicate sulla stampa Usa alcune anticipazioni, definisce "eccessivo" l'intervento militare di Israele contro la flottiglia che si dirigeva verso Gaza, ma afferma che il blocco di Gaza da parte dello Stato ebraico è "legittimo".
La decisione di Ankara di espellere l'ambasciatore israeliano è un tentativo per "distogliere l'attenzione" dalle responsabilità turche nell'incidente della Freedom Flottilla dello scorso anno al largo di Gaza, dice all'ADNKRONOS l'ex ambasciatore israeliano in Italia e portavoce del governo Avi Pazner. "L'Onu accusa la Turchia di essere all'origine di quell'incidente e dice che Israele ha il diritto di chiudere le frontiere di Gaza per ragioni di sicurezza", afferma Pazner secondo il quale, dal Rapporto delle Nazioni Unite sull'incidente, emerge che "la Turchia ha le responsabilità maggiori per ciò che è successo".
Pazner non si mostra ottimista, nel breve e medio periodo, sul futuro delle relazioni tra Turchia e Israele. "Al momento in Turchia c'è un governo islamico che cerca di attuare una politica pro iraniana e pro islamica, non c'è molto che possiamo fare. Speriamo che i legami con il popolo turco rimangano buoni, ma con questo governo non possiamo fare molto".
Quanto all'eventuale reazione di Israele, Pazner spiega che "per il momento non abbiamo ancora deciso, ma non siamo sorpresi dalla decisione turca, da quando c'è Erdogan primo ministro, purtroppo la politica del Paese è una politica anti israeliana. Ci dispiace - conclude - bisogna avere pazienza e aspettare che le cose cambino".
