Palermo, 8 set. (Adnkronos/Ign) - "La politica e' in affanno e anche i sistemi politici sono in tensione. Viviamo in un periodo in cui si ha l'impressione che ci si svegli una mattina e si proponga di cambiare un articolo della Costituzione che non piace. C'e' molta approssimazione e improvvisazione". E' un vero e proprio monito quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenuto a Palermo. In questa situazione di crisi e incertezza, il capo dello Stato mette in guardia anche dalla crescente tendenza all'antipolitica. "Ci sono alcune definizioni folgoranti da prendere come grano salis, bisogna usare qualche attenzione nell'uso dilagante di certe parole come 'casta politica'". Napolitano si serve di una metafora: "L'uso di queste parole e' come la notte dove tutto rischia di diventare grigio e nero". Il capo dello Stato parla quindi di Europa e spiega che "per restare in Europa e' necessario un esame di coscienza collettivo che tocchi anche i comportamenti individuali". "Il mondo e' radicalmente cambiato, gli italiani di ogni parte sociale, politica e culturale devono comprendere che non viviamo piu' negli anni Ottanta o negli anni Settanta -ha detto ancora Napolitano- anche noi dobbiamo cambiare i nostri comportamenti e le nostre aspettative per potere mantenere una nostra prospettiva europea". "Il calare dell'impegno e della visione europea dei governanti e lo scemare dell'entusiasmo europeo tra i cittadini mi pare siano il reciproco condizionarsi di due spinte perverse. Probabilmente e' cresciuto il disincanto tra i cittadini dell'Europa anche per la mancanza di impulso, di guida e di visione da parte di chi governa" ha sottolineato Napolitano. Ai fini dell'integrazione europea "c'e' la necessita' di solidarieta' e di difesa anche degli Stati che hanno un debito sovrano molto pesante" ha aggiunto il capo dello Stato. ''C'e' una spinta oggettiva, una forza delle cose che indica la strada di una piu' stretta integrazione europea che poi venga messa in relazione con la crisi dell'Eurozona e quindi c'e' la necessita' di solidarieta' e di difesa anche degli Stati che hanno un debito sovrano molto pesante'', ha detto Napolitano, intervenendo all'universita' di Palermo al convegno 'Rifare gli italiani per restare in Europa', durante una conversazione con il politologo Gianfranco Pasquino. Secondo il presidente della Repubblica "si chiedono, pero', come accompagnamento di questa solidarieta', certi comportamenti, anche da rendere obbligati, stringendo la vite del processo di integrazione". "Le cose spingono in questo senso -ha concluso Napolitano- pero' non solo in passato si e' remato nella direzione opposta da parte di molti governi, ma anche adesso ci sono riluttanze, resistenze e contraddizioni che rendono il presente e anche il futuro molto incerto".