Scontro nella Bce sugli aiuti per l'Italia. Marcegaglia: "Il Paese è in pericolo"
Roma, 9 set. (Adnkronos) - Terremoto alla Banca Centrale Europea. Juergen Stark, membro del comitato esecutivo e del Consiglio direttivo della Bce, ha annunciato al presidente Jean-Claude Trichet che, per "motivi personali", dovrà dimettersi dal suo incarico prima della fine del suo mandato il 31 maggio 2014.
Stark resterà al suo posto fino a quando verrà individuato il suo successore, che, secondo la procedura di nomina, sarà nominato entro la fine di quest'anno. Stark è membro del Comitato Esecutivo della Bce dal primo giugno 2006. Dopo essere stato informato da Juergen Stark della sua decisione di rassegnare le dimissioni per motivi personali, il presidente Jean-Claude Trichet lo ha ringraziato di cuore per il suo eccezionale contributo all'unità europea in questi anni. Avendo lavorato con Stark per quasi 20 anni, Trichet gli ha espresso particolare gratitudine per la sua eccezionale dedizione in qualità di membro del Comitato Esecutivo e del Consiglio direttivo per più di cinque anni.
Stark avrebbe tenuto in queste settimane una posizione contraria all'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce sul mercato secondario. E, secondo diverse indiscrezioni, il passo indietro potrebbe essere legato anche alle divergenze nel comitato esecutivo della Bce.
A prendere il suo posto potrebbe essere il segretario di Stato al ministero delle Finanze, Jorg Asmussen. Lo scrive sul suo sito web il quotidiano tedesco Handelsblatt, sulla base di informazioni provenienti da ambienti finanziari, convinti che il posto vacante verrà rioccupato da un tedesco. Stark, 63 anni, è considerato uno dei più forti sostenitori dell'euro all'interno della Bce. Stark, ex vice presidente della Bundesbank tedesca, era membro del direttivo della Bce dal giugno 2006 e, tra l'altro, era responsabile per l'attuazione della politica monetaria nella zona euro. Le voci che hanno preceduto la dichiarazione delle dimissioni, hanno causato il temporaneo collasso della Borsa in Germania. Anche l'euro ne ha risentito. E' la seconda volta che un tedesco si allontana dalla banca centrale, dopo che l'ex presidente della Bundesbank Axel Weber, lasciò l'istituto per protestare contro la gestione della crisi europea.
"Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann è impegnato a garantire la stabilita' dell'Euro" ha assicurato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, commentando le dimissioni di Juergen Stark dal consiglio direttivo della Banca centrale europea. "La Germania proporrà un candidato - ha concluso il ministro a margine del G7 di Marsiglia, parlando con la televisione Zdf -. Mi dispiace per le dimissioni di Stark".
Sulla scia dell'annuncio delle dimissioni dell'esponente tedesco, è stato un venerdì nero per Piazza Affari che ha chiuso con il Ftse Mib che lascia sul terreno il 4,93% e l'All Share che cede il 4,53%. Lo spread Btp-Bund sfiora i 370 punti per poi ripiegare a 365. Il differenziale fra i titoli italiani e quelli tedeschi a 10 anni è salito fino a 370.84 e attualmente è a 365.90.
Per il leader della Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenuta alla festa Udci di Chianciano, ''il nostro Paese è in pericolo''. E aggiunge: ''O i problemi li diciamo chiaramente o se li lasciamo fuori dal tavolo facciamo un danno al Paese". "Abbiamo un problema di credibilità. O il governo, molto velocemente dimostra che è in grado di fare una grande operazione, in termini di quantità ma anche di equità, superando i veti, oppure penso che dovrebbe trarne le conseguenze".
