Roma, 12 set. (Adnkronos/Ign) - Arresto confermato per Soter Mulé, che sarà detenuto a domicilio, e derubricazione dell'ipotesi di reato da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo. Lo ha deciso il gip di Roma Marco Mancinetti dopo aver interrogato per più di tre ore a Regina Coeli l'ingegnere coinvolto nella morte di una ragazza per un gioco erotico. ''Si è trattato di un incidente, di una fatalità - ha dichiarato Mulé, assistito dai difensori, Luigi di Maio e Antonio Buttazzo, durante l'interrogatorio -. Sono distrutto per la morte di Paola Caputo, voglio sapere come sta Federica... Il nostro gioco non doveva finire così tragicamente. La pratica che avevamo messo in atto era quello di legare le ragazze e non di strozzarle. E' successo però che Federica si è sentita male ed è quindi scesa fino a terra, sollevando Paola che è rimasta soffocata. Io dovevo solo assistere...''. Domani sarà fatta l'autopsia di Paola Caputo, la ragazza rimasta strangolata durante il gioco erotico, e poi la procura, che aveva insistito oggi nella richiesta di confermare l'accusa di omicidio preterintenzionale e di detenzione in carcere per l'ingegnere, deciderà se disporre una consulenza tecnica. I difensori al termine dell'interrogatorio hanno sottolineato che il provvedimento del giudice Mancinetti è conseguente all'elemento della non volontarietà del fatto e al comportamento processuale dell'indagato, che ha risposto a tutte le domande e che si è mostrato collaborativo nel confermare qual è stata la successione dei fatti conclusisi così tragicamente. Durante le perquisizioni successive al fatto a Mulé sono stati sequestrati vari oggetti e filmati. Riguardo a questo materiale il magistrato allo stato non ha disposto ulteriori accertamenti. L'ingegnere potrebbe lasciare già questo pomeriggio il carcere di Regina Coeli. Al gioco erotico, oltre al'ingegnere Soter Mulé e alla giovane poi deceduta, ha partecipato anche un'altra ragazza di 24 anni, rimasta ferita e ricoverata all'ospedale Sant'Andrea di Roma. L'uomo, esperto di tecniche di bondage, e le due ragazze avevano passato la serata insieme in un noto locale in via Casilina. Avevano bevuto, fumato, forse assunto altre sostanze, prima di dedicarsi al gioco erotico che è poi finito in tragedia. I tre la notte tra venerdì e sabato hanno raggiunto i sotterranei del palazzo che ospita ai piani superiori gli uffici dell'Agenzia delle Entrate e dell'Enav. Un luogo che la ragazza romana, ricoverata in gravi condizioni al Sant'Andrea, conosceva. La 24enne lavora infatti lì per una società che gestisce il servizio di reception. Mulé ha poi 'intrappolato' le due ragazze, seguendo appunto la tecnica dello Shibari, un'antica forma di legatura giapponese: le corde vengono annodate in diversi punti a formare una rete intorno al corpo e fino al collo. Poi le ha appese con un'altra corda a una tubatura del soffitto a ricreare il meccanismo della bilancia, un metodo usato nelle pratiche sadomaso per causare un leggero soffocamento.