Roma, 15 set. (Adnkronos/Ign) - Il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso le stime relative all'aumento del Pil nel 2012: da +1,1% stimato a giugno scorso a +0,2%. E' quanto emerge dal rapporto sugli Scenari economici dedicato a occupazione e crescita. Nel presentarlo, il direttore del Csc Luca Paolazzi ha sottolineato che la stima effettuata a giugno per il prossimo anno era stata fatta ''dando fiducia che alcune riforme strutturali fossero varate''. Viceversa ''ora ci troviamo con un forte rallentamento del commercio mondiale, con il prezzo del petrolio più basso e un rallentamento del mercato Usa e dell'area euro'' mentre anche i paesi emergenti rallentano la propria crescita. Ristagnano poi i consumi delle famiglie: da +0,7% di quest'anno (in calo rispetto a +0,9% stimato in giugno), passano a +0,1% nel 2012. Secondo il Csc inoltre si registrerà una pressione fiscale record nel 2012. Quest'anno raggiungerà il 42,8% e l'anno prossimo salirà al 44,1% oltre il massimo storico del 43,7% toccato nel '97 per l'entrata nell'euro. Contro il 'mal di crescita' che affligge l'Italia occorre "mettersi a fare cose non piccole, non spot per accontentare un pezzo dell'elettorato, ma un grande disegno organico da realizzare nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, altrimenti il governo si prenderà una responsabilità altissima" ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando la revisione al ribasso delle stime sulla crescita. Per la leader degli industriali occorre "prendere decisioni chiare, tutti insieme" perché "il tempo ormai è scaduto". L'invito della Marcegaglia è a porre mano alle riforme più volte auspicate da Confindustria. Infatti, sottolinea, "non ci arriveranno aiuti né dagli Eurobond né da nessuna parte. Dobbiamo contare su noi stessi e fare delle riforme che sono state lasciate da parte per troppi anni. Oppure - ribadisce - le responsabilità che si prenderà il governo saranno gravissime". La leader degli industriali è poi tornata ad escludere ''assolutamente'' una sua possibile discesa in politica. Secondo le previsioni economiche intermedie della Commissione europea, la Germania continua a trainare la crescita dell'eurozona mentre brusca frenata del Pil in Italia dove nell'anno in corso la crescita si fermerà allo 0,7%, contro l'1% che era stato previsto da Bruxelles a maggio e contro l'1,3% registrato nel 2010. Secondo l'esecutivo comunitario, nel terzo e nel quarto trimestre del 2011 l'Italia sarà a crescita zero. "Noi non ci attendiamo nessun impatto della manovra sulla crescita del Pil. Le misure adottate avranno un impatto sul periodo 2012-2014" ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn in una conferenza stampa a Bruxelles, in occasione della presentazione delle previsioni economiche. Per Rehn, la manovra approvata ieri dalla Camera va nella "giusta direzione", ora all'Italia servono più misure "per stimolare la crescita" e "ulteriori sforzi per la liberalizzazione dell'economia". La crescita del pil nell'area dell'euro ''dovrebbe aumentare a ritmo molto moderato nella seconda metà dell'anno'' stando a quanto ribadisce la Bce nel bollettino mensile di settembre che per il 2011 ora punta ad una crescita del Pil tra l'1,4 e l'1,8% e tra lo 0,4 e il 2,2% nel 2012. Per l'Istituto di Francoforte, comunque ''sembra piuttosto improbabile una ricaduta in recessione nell'area dell'euro sotto forma di due o più trimestri consecutivi di crescita negativa''. La Bce torna poi a esortare ''i governi di tutti i paesi dell'area dell'euro a realizzare con tempestività e determinazione riforme strutturali consistenti ed esaustive''. ''Il risanamento di bilancio e le riforme strutturali - si sottolinea - devono procedere di pari passo per rafforzare la fiducia, le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro''.