Roma, 19 set. (Adnkronos) - "Il problema principale è staccare la spina al governo". Pier Luigi Bersani torna a parlare degli orizzonti del governo. Ma lo fa con ancora maggiore determinazione degli ultimi giorni, e soprattutto inquadra il suo ragionamento in un intervento al seminario organizzato dal Pd dal titolo esplicito, 'I partiti e lo spirito della Costituzione', sollecitando il recupero di parole chiave come "Costituzione e unità nazionale" per uscire da un populismo che "in 15 anni non ha fatto una riforma". Il segretario del Pd non le manda a dire a Berlusconi. "Non è che possiamo ragionare sempre intorno a lui, lo dico anche alla maggioranza che deve rendersi conto che stiamo subendo un danno gravissimo - ha spiegato - Quanto ci è costato questo modo di stare attaccato alla sedia? Lo chiedo ad Alfano e lo chiedo a Bossi, che lancia la palla della secessione per non dire che batte la palla a terra per tenere su il miliardario". Insomma, "siamo di fronte all'esigenza cruciale di un cambio di governo, 'ad horas'. Andare avanti così ci mette davanti ad una situazione pericolosa". Serve, quindi, un "cambiamento". Anche urgente. Che, però, tenga lontano anni luce i meccanismi prodotti in questi anni dal personalismo che si è impadronito della politica. Un passaggio chiave che purtroppo, osserva il leader democratico, il Pdl non può assicurare: "Lì non c'è un partito, c'è solo un predellino e un padrone. Lì non c'è neanche il Gran consiglio del fascismo, che diede la palla al re". Perché, è stato il ragionamento di Bersani, "siamo finiti in una situazione in cui tutto il mondo chiede le dimissioni di Berlusconi e lui non le dà", ma non siamo in Spagna dove i socialisti hanno spinto Zapatero verso le elezioni anticipate. E il Pdl, per il segretario del Pd, è inaffidabile anche per un passaggio che sarebbe determinante, quello sulla nuova legge elettorale. "Noi abbiamo una nostra proposta, siamo pronti a discuterla domani mattina. Ma ho dubbi che il centrodestra abbia avuto dei ripensamenti notturni sul porcellum - ha detto - Noi siamo amichevoli verso la raccolta di firme per il referendum e contiamo di arrivare a un momento in cui questo tema sia enunciato dal centrodestra non solo in chiave tattica". Il fatto è, ed è stato questo il nocciolo dell'intervento al convegno del Pd, che "siamo di fronte a un problema di sistema". Da non sottovalutare, senza l'illusione che "se va via Berlusconi tutto si risolve". Bersani ha spiegato: "Solo da noi tutti i populismi possibili hanno occupato il governo, con in più la singolare personalità di Berlusconi e il suo conflitto di interessi".