Washington, 20 set. (Adnkronos) - Nel 2012 il Pil italiano crescerà solo dello 0,3%, dimezzando l'aumento stimato per il 2011 allo 0,6%. E' quanto emerge dal 'World Economic Outlook' dell'Fmi, che rivede al ribasso la stima di giugno. Per il nostro paese, il Fondo stima anche nel 2012 un rallentamento dell'inflazione, che passerebbe all'1,6% dal 2,6% di quest'anno. In calo al 3,0% del Pil il deficit della bilancia corrente, mentre la disoccupazione è stimata in salita all'8,5% (dall'8,2% del 2011). Il Fondo, nel 'Fiscal Monitor', prevede poi che nel 2012 il deficit italiano scenda al 2,4%, nel 2013 all'1,1%. Il 2011 dovrebbe chiudersi con un deficit al 4% del Pil. Le cifre sul deficit italiano sono "buone", ha osservato il capo economista del Fondo Oliver Blancard in conferenza stampa da Washington. Blancard ha poi appoggiato il piano di acquisto di titoli da parte della Bce. "Sta facendo la cosa giusta - ha detto - ha un ruolo importante". Rispetto ai Bund tedeschi, scrive ancora il Fmi nel 'Fiscal Monitor', "l'Italia può sostenere per alcuni anni uno spread fra i 300 e i 500 punti" purché "inverta la dinamica del suo rapporto debito/Pil e aumenti, come previsto, il suo surplus primario". ''Il problema dell'Italia è una crescita relativamente bassa", ha rimarcato da parte sua l'economista dell'Fmi Jorge Decressin, aggiungendo che "il governo deve continuare il risanamento di bilancio''. Nel capitolo dell'Outlook dedicato all'Europa, l'Fmi sottolinea come "gli alti deficit pubblici, l'alto debito, il calo del Pil potenziale e le crescenti tensioni sui mercati si facciano sentire sulla crescita". Inoltre, si legge ancora nel documento, "è in atto una transizione che aumenta le distanze sul rischio per il debito sovrano fra i paesi membri dell'Eurozona". Su questo fronte, scrivono i tecnici del Fondo, "per ritrovare credibilità sui mercati è fondamentale una rapida applicazione delle misure decise al vertice Ue" dello scorso 21 luglio. "Bisogna fare i conti con un aumento della condivisione del rischio e delle responsabilità in materia di politica macroeconomica e finanziaria" aggiunge l'Fmi. Il Fondo ha rivisto al ribasso anche la stima sul pil della zona euro all'1,6% quest'anno e all'1,1% il prossimo, rispettivamente con una variazione -0,4% e -0,6% rispetto alla stima di giugno. L'Fmi taglia anche le stime sulla crescita globale al 4% nel 2011 e nel 2012, con una variazione rispettivamente del -0,3% e -0,5% rispetto alle previsioni di giugno. E la situazione può peggiorare "in ogni momento. Avere tempo a disposizione è un lusso e i governi non hanno". Così il capo economista dell'Fmi Olivier Blanchard, durante la conferenza stampa per la presentazione del World Economic Outlook a Washington, ha risposto sul rischio di una situazione peggiore delle previsioni. "E' necessaria una forte azione politica - ha aggiunto Blanchard - I mercati sono scettici sull'abilità dei governi di stabilizzare il debito''. Parlando della revisione al ribasso del pil globale, il capo economista dell'Fmi ha detto che "una crescita globale del 4% non è male ma è sbilanciata, con i paesi emergenti che crescono a un buon ritmo e le economie avanzate che crescono poco". In ogni caso, ha tenuto a precisare, ''le previsioni del Fondo presuppongono l'attuazione degli impegni presi dai governi, se così non fosse lo scenario potrebbe essere peggiore delle attese".