Roma, 21 set. - (Adnkronos) - ''Tutti gli elementi considerati consentono di ritenere provato che l'incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l'aereo nascosto e il Dc9''. Questa la conclusione del Tribunale di Palermo nelle motivazione della sentenza con cui ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei familiari delle vittime di Ustica. Le motivazioni della sentenza, rese pubbliche oggi dagli avvocati Alfredo Galasso e Daniele Osnato, escludono quindi che ci fosse una bomba a bordo del Dc9 Itavia. ''I fatti - afferma nella sentenza il giudice Proto Pisani, a cui era affidata la causa - rilevano una situazione aerea complessa che può avere consentito l'inserimento di un velivolo nella scia del Dc9 al fine di evitare di essere rilevato dai radar, e una serie di anomalie sia nelle rilevazioni radar che nel comportamento dei velivoli presenti nelle immediate vicinanze del Dc9''. Soddisfatto l'avvocato Osnato, che ha condotto la discussione nel procedimento sulla strage di Ustica al Tribunale di Palermo. ''Dopo questa sentenza - ha dichiarato all'Adnkronos - è finalmente certa la dinamica del disastro (che esclude la bomba interna) ed è definitivamente appurata la corresponsabilità degli enti controllori, che consentirono lo svolgimento di attività aeree pericolose nel basso Tirreno, nell'uccisione di 81 cittadini Italiani. E' anche appurata la gravissima colpa di alcuni soggetti deviati, appartenenti all'Aeronautica Militare italiana''. "Chi, in questi giorni, ha ritenuto di assumere le difese dell'Aeronautica Militare italiana - ha sottolineato Osnato - ha dato informazioni errate tentando di indurre ancora una volta, e nonostante un giudicato di un Tribunale italiano, in confusione ed incertezze. Il fatto che in Italia vi siano sottosegretari come Giovanardi e Misiti che mentono pubblicamente, che mostrano i fatti per altri, che sfruttano le sentenze per accaparrarsi consensi, distorcendo la verità, è gravissimo e inaccettabile. Chi prosegue l'azione di disinformazione si rende complice degli altri, ed è colpevole come loro''. ''Mi auguro vivamente - ha aggiunto il legale - che la Corte dei Conti richieda gli atti processuali al Tribunale di Palermo ed avvii, con estrema sollecitudine, un procedimento di responsabilità per danni erariali in capo a quei Militari che depistarono e che, adesso, si nascondono dietro il dito di una prescrizione penale'', sottolinea Osnato. ''Ed annuncio ufficialmente che adiremo il Parlamento Europeo per l'istituzione di una Commissione di inchiesta temporanea - ha concluso Osnato - che scardini i segreti di Stato italiani, francesi e Nato, facendo definitivamente luce sulla tragica vicenda''. Durissima invece la reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi: "Il processo d'appello cancellerà sicuramente questa incredibile sentenza", afferma. "Siamo alla follia", dice all'Adnkronos. "Quelle della Protopisani sono motivazioni abnormi - sottolinea quindi in una nota Giovanardi - in totale contrasto con la sentenza passata in giudicato della Suprema Corte di Cassazione, che ha accertato che l'ipotesi di battaglia aerea è ascrivibile alla categoria della fantapolitica o del romanzo. Protopisani ripropone le ipotesi elaborate dal giudice istruttore dell'epoca Priore, contraddette nel processo dagli stessi pubblici ministeri, dai risultati delle commissioni peritali, dalla Commissione stragi e dalla documentazione fornita dalla Nato, da cui risulta con certezza che nessun aereo era in volo quella sera in vicinanza del DC-9 dell'Itavia". Dunque, per l'esponente del governo, "l'appello sicuramente cancellerà questa incredibile sentenza. Ma nel frattempo - annuncia Giovanardi - ho dato incarico all'Avvocatura di Stato di verificare se nelle affermazioni dell'avvocato Osnato siano ravvisabili profili diffamatori nei riguardi del governo italiano e di chi rispetta la verità giudiziaria, emersa nella sentenza scritta dalla Cassazione". A chiedere al sottosegretario e al ministro della Difesa una linea diversa è il senatore del Pd Costantino Garraffa, vicepresidente della commissione Attività Produttive e componente della commissione Antimafia. "La Russa e Giovanardi non difendano l'indifendibile. Aiutino invece la ricerca della verità. Leggano le motivazioni della sentenza dei giudici di Palermo sulla strage di Ustica. Siano meno arroganti e più umili, si mettano nei panni dei parenti delle vittime, che in tutti questi anni, oltre a subire l'insabbiamento, le bugie, i depistaggi di coloro che ostacolavano l'accertamento della verità, si dovevano scontrare con chi considerava come follia la possibilità di una battaglia aerea sul cielo di Ustica".