Roma, 21 set. (Adnkronos/Ign) - Il deputato del Pdl, Marco Milanese, si è autosospeso alla vigilia del voto di domani in Aula sul suo arresto. ''In questo momento è mia precisa volontà che la vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto, e per la quale domattina la Camera sarà chiamata ed esprimere il voto sulla richiesta di autorizzazione all'arresto, non venga in alcun modo strumentalizzata ed utilizzata a fini di battaglia politica e che possa nuocere all'azione politica del mio partito'' sottolinea Milanese. ''Rendo quindi noto - spiega - che, già da diversi giorni, ho provveduto a comunicare formalmente ai vertici del Popolo della Libertà la mia decisione di autosospendermi dal gruppo parlamentare e dal partito in attesa di potervi rientrare a pieno titolo appena sarà acclarata la mia estraneità ai fatti che mi sono stati addebitati''. Durante la conferenza dei capigruppo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha affrontato la questione del voto di domani respingendo la richiesta del capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, di votare con le palline e non con gli strumenti elettronici. "E' diritto di ciascun deputato - ha affermato il presidente - avere garantite libertà e segretezza del voto", ma "nessun marchingegno può impedirne la volontà di rendere noto il proprio voto. Del resto il regolamento prevede lo svolgimento di dichiarazioni di voto anche in caso di scrutinio segreto, consentendo quindi al deputato o al capogruppo di avvalersi di questa possibilità, sia pure in una fase antecedente le operazioni di voto, e quindi di dichiarare pubblicamente quale sarà il suo comportamento". Fini ha poi ricordato che il regolamento, all'articolo 55, "impone la votazione con il procedimento elettronico quale modalità normale, confinando espressamente il sistema delle palline alla sola ipotesi di malfunzionamento dei dispositivi elettronici". Il presidente della Camera ha quindi rivolto un appello "al senso di responsabilità di ciascun deputato e dei rappresentanti dei Gruppi, per far sì che i comportamenti materiali siano tali da rendere concretamente efficaci le garanzie, anche tecniche, individuate nel tempo, come le più idonee per garantire la segretezza del voto". "Vista la stupefacente modifica di orientamento da parte dei Gruppi che avevano contestato il voto segreto nella occasione precedente della votazione su Papa - ha spiegato Cicchitto - abbiamo chiesto che questa votazione segreta venga assolutamente garantita e non si ripetano gli episodi che si verificarono l'altra volta, con il voto teleguidato dalle indicazioni dell'onorevole Franceschini che si riflettevano poi sul come il dito dei parlamentari del Pd doveva collocarsi". "Quindi abbiamo chiesto che la segretezza del voto, visto che è stata chiesta dagli altri, sia realmente garantita con il ricorso alle palline e a meccanismi a suo tempo definiti dal presidente Scalfaro - ha detto Cicchitto - C'è stato un orientamento diverso del presidente della Camera che non abbiamo condiviso. Sono curioso di vedere se l'onorevole Franceschini, avendo rovesciato completamente il suo parere sul voto segreto, darà o meno delle indicazioni, probabilmente non arriverà a questo punto di contraddizione". "Il presidente Fini - ha replicato Franceschini - ha richiamato molto chiaramente il regolamento" che "dice che si vota con le palline se non funziona la macchina. Peraltro si è passati al voto elettronico perché si facevano vedere le palline". Quanto ai comportamenti dei deputati che sulla richiesta di autorizzazione all'arresto per Alfonso Papa mostrarono il proprio voto anche se lo scrutinio era segreto, "è stata una scelta volontaria di deputati del Pd - ha spiegato Franceschini - per tutelarsi da tre giorni di accuse che dicevano che deputati dell'opposizione avrebbero votato contro l'arresto di Papa. E' stata un'autotutela volontaria, io non darò nessuna indicazione, poi ogni deputato del Pd farà come vuole, naturalmente tutti voteranno per l'arresto". L'Udc ha ribadito invece la linea della libertà di coscienza in aula sul caso Milanese. Si attende intanto l'esito della riunione di questa sera del Carroccio. "La Lega ha sempre una e una posizione, e anche stavolta sarà così" ha osservato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Si atterrà alla linea? ''Certo'', ha risposto Maroni. Quanto alla linea che domani il Carroccio terrà in Aula, "ci sarà una riunione di gruppo più tardi", ha confermato il titolare del Viminale.