Firenze, 23 set. (Adnkronos/Ign) - ''Non è più tollerabile una situazione di stallo, in cui si vivacchia e in cui ci si limita a fare qualche piccola manutenzione''. Così la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nell'intervento a Firenze all'assemblea degli industriali toscani. "Se il governo è disponibile a parlare con noi di grandi riforme - spiega la leader degli industriali - noi siamo pronti a ragionare; se invece il governo vuole andare avanti su piccole cose di manutenzione non siamo interessati. Scindiamo quindi le nostre responsabilità, perché noi vogliamo un cambiamento vero". Marcegaglia dice inoltre che nel direttivo di Confindustria che si è tenuto ieri è stato deciso di presentare un documento "un manifesto delle imprese per salvare l'Italia". "Un manifesto -aggiunge - che non riguarda le imprese, ma è per l'Italia. Se il governo è disponibile a parlare con noi e le altre associazioni, bene. Se invece vuole andare avanti con piccole cose, non siamo più disponibili". Nel "manifesto" Marcegaglia ha spiegato alla platea degli industriali, riuniti nello stabilimento di Bassilichi, quelli che sono i punti irrinunciabili per rilanciare il paese promuovendo grandi riforme. In primo luogo occorre "una riduzione della spesa pubblica", non realizzata "in modo generico con i tagli lineari", ma con un esame di ciascuno dei capitoli di spesa. In questo ambito, secondo Marcegaglia, occorre riformare la previdenza, "perché non è più possibile andare in pensione a 58 anni, anche per motivi di equità generazionale". Al secondo posto tra le riforme da realizzare, Marcegaglia ha indicato, "la vendita dei beni pubblici" e al tempo stesso "varare un piano vero e serio di privatizzazioni". Poi c'è il capitolo delle liberalizzazioni, "dove c'è molto da fare: nell'ultima manovra sono stati citati alcuni temi, ma praticamente non c'è nulla". "Ci sono ancora settori professionali con le tariffe minime", ha osservato al presidente di Confindustria, e poi ha citato anche i servizi pubblici locali, i trasporti e l'energia come settori dove procedere con le liberalizzazioni. Infine nel manifesto troverà ampio spazio il tema delle infrastrutture. "Noi vogliamo un cambiamento vero e pensiamo che questo nostro manifesto possa essere una base concreta di discussione e di confronto", insiste la Marcegaglia. Che più avanti dice: "fa male vedere una carenza di leadership anche a livello europeo'', tre anni dopo la grande crisi del 2008 e dopo la crisi che da tempo sta coinvolgendo la Grecia. ''Non può esserci una moneta unica senza una politica economica comune, senza un budget federale'', aggiunge. ''O i leader europei hanno la capacità di superare i nazionalismi oppure io penso che tutto quello che abbiamo fatto nell'Unione europea rischia di non restare in piedi. E in questo caso le conseguenze sarebbero devastanti''.