Roma, 27 set. (Adnkronos/Ign) - ''Siamo ormai messi di fronte ad una situazione seria e grave, la cui severità richiede di correggere abitudini e stili di vita''. E' quanto ha detto questa sera il cardinale Angelo Bagnasco intervenendo all'incontro ''la Chiesa, lo Stato, le Regioni e l'unità d'Italia'' svoltosi all'ambasciata italiana presso la Santa Sede. ''Se non si riesce a far emergere le condizioni per un patto intergenerazionale - ha aggiunto il cardinale Bagnasco - che metta i giovani nei pensieri e nel cuore degli adulti, sarà veramente difficile aprirsi al futuro, atteso il crollo demografico, la cui portata etica e sociale è stata troppo a lungo disattesa''. Nel contesto di una crisi economica e valoriale, ha rimarcato, ''è necessario riconoscere sempre più e valorizzare la vasta rete del volontariato sociale cattolico''. ''In particolare - ha affermato ancora il porporato - ogni soggetto che contribuisce ad alimentare - e se occorre a difendere - la cultura profonda del nostro popolo, merita ogni concreta attenzione e lungimiranza, nella consapevolezza che il venir meno significherebbe l'inaridire dell'anima che dà coesione ed ispirazione, che genera il presente e affronta il futuro, e che alimenta il vivere insieme e lo stesso senso dello Stato''. Quanto al federalismo, ha sottolineato Bagnasco, ''il nostro Paese guarda con attenzione ad un federalismo solidale, innanzitutto come espressione di quella unità di destino e di appartenenza che è ormai patrimonio irrinunciabile, radicato ed amato''. ''Nello stesso tempo - ha aggiunto - guarda al federalismo come risposta ad una società sempre più segnata dalla globalizzazione, da vivere e gestire come un valore positivo per tutti''. ''Ciò peraltro intercetta - ha detto il cardinale - una risorsa tipicamente italiana che - beninteso - va declinata all'interno di un rapporto chiaro di diritti e di doveri, di modo che si possano portare i pesi gli uni degli altri, ma senza che alcuni debbano solo pagare ed altri solo beneficiare''. In questo quadro ''la sussidiarietà rappresenta una forma di solidarietà in senso verticale perché consente condivisione a partire dalle possibilità di ciascuna realtà regionale, garantisce una maggiore aderenza al vissuto, e una più efficace mobilitazione delle energie presenti ovunque''. Quindi ''le Regioni, non devono essere viste come un modo surrettizio per tornare a forme preunitarie di campanilismi anacronistici, ma devono garantire una vicinanza più efficace ed efficiente dello Stato al territorio''. Intanto, in un comunicato diffuso oggi dalla Cei sull'andamento del dibattito fra i vescovi in merito alla relazione del cardinale Bagnasco pronunciata ieri, si legge che ''una condivisione convinta ed unanime è emersa in seno al Consiglio permanente, all'indomani della prolusione del Cardinal Bagnasco, che ha analizzato il delicato momento culturale e politico che attraversa l'Italia''. '''Ferma e pacata', 'severa ed approfondita' - si legge - sono stati gli aggettivi più ricorrenti fra i vescovi a proposito di una riflessione che - sin dalle prime battute - ha voluto dar corpo al disagio profondo che vive il Paese, senza perdere di vista la capacità di una speranza, in grado di aprirsi al futuro''.