Rifiuti, scatta la procedura d'infrazione contro l'Italia. Ue: ''Ultimo avvertimento''
Bruxelles, 29 set. - (Adnkronos/Ign) - La Commissione europea ha aperto oggi una procedura d'infrazione contro l'Italia per i rifiuti a Napoli.
Il commissario all'Ambiente Janez Potocnik ha deciso di inviare all'Italia una lettera di notifica formale, ricordandole l'obbligo di rispettare una sentenza della Corte Ue di Giustizia del 2010. E' "l'ultimo avvertimento", avverte il portavoce del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik, prima che Bruxelles "si rivolga di nuovo alla Corte Ue e chieda che sia imposta una multa" all'Italia. Secondo Potocnik "negli ultimi 18 mesi si sono visti pochi progressi" e i piani finora presentati dalle autorità italiane sono "poco puntuali e non abbastanza specifici". Insomma visto che è ''passato troppo tempo e noi non abbiamo visto fare abbastanza, è giunto il momento di agire''.
Secondo Bruxelles ''la crisi dei rifiuti a Napoli e nelle aree circostanti costituiscono una preoccupazione particolare, in quanto hanno già messo a rischio la salute umana e l'ambiente "da diversi anni.
Inoltre, continua la Commissione, ''nonostante alcuni miglioramenti dalla sentenza della Corte Ue del 2010, la regione Campania manca ancora di una rete di installazioni per la gestione dei rifiuti'' ed ''esistono problemi ricorrenti con la raccolta e lo smaltimenti dei rifiuti a Napoli e in diversi altri Comuni della Campania''.
Secondo la valutazione di Bruxelles, i piani per la gestione dei rifiuti presentati dalle autorità campane tra gennaio e giugno di quest'anno "risulta che una grande maggioranza delle istallazioni previste sono lungi dall'essere realizzate e che la tempistica indicata dalle autorità italiane e' spesso troppo vaga".
Inoltre la Commissione "si preoccupa nel constatare che apparentemente sono state prese ben poche misure, spedizioni incluse, per garantire una regolare gestione dei rifiuti in Campania fino a quando entreranno in funzione tutti gli impianti previsti".
Alla produzione giornaliera di rifiuti, infatti, ricorda Bruxelles, vanno ad aggiungersi i circa 6 milioni di tonnellate di vecchie balle ancora depositate in discariche temporanee in attesa di un definitivo smaltimento o recupero. Nel 2010 la Corte di giustizia di Lussemburgo aveva condannato l'Italia per non avere istituito nella regione Campania un adeguato sistema integrato per la gestione dei rifiuti, violando la direttiva europea sui rifiuti del 2006.
Italia, Belgio e Grecia sono i Paesi con il maggior numero di casi di procedure d'infrazione aperti dall'Unione Europea: alla fine del 2010 il nostro Paese ne aveva 176. Lo ha riferito Olivier Bailly, portavoce della Commissione europea, precisando che fra i 27 Paesi membri dell'Ue quello piu' 'virtuoso' è Malta, con 25
