Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - Il duro 'jaccuse' lanciato oggi da Diego Della Valle contro la classe politica irrompe nel dibattito suscitando reazioni contrastanti anche all'interno degli stessi schieramenti. L'imprenditore della 'Tod's, ha comprato intere pagine sui principali quotidiani in cui in sostanza dice ai politici: 'Ora basta, vergognatevi'. Per il ministro della Difesa Ignazio La Russa, Della Valle "ha bisogno di pagare una inserzione perche' quando parla senza pagare non lo ascolta nessuno". Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini parla di "attacchi che mirano a sovvertire la democrazia, per sostituire la politica con i poteri forti, le lobby e i salotti". Di diverso avviso è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. secondo cui ''le parole di Della Valle sono da prendere in grande considerazione perche' rappresentano un grido di allarme che viene da un imprenditore che tiene alto nel mondo il made in Italy". Per Maroni infatti non si può liquidare l'intervento del patron della Tod's "con una battutaccia, come mi pare abbia fatto la Bindi". La presidente del Pd infatti non ha affatto gradito l'iniziativa di Della Valle, che ha accostato al gesto delle cozze di Beppe Grillo. "Mi rispetti almeno come consumatore" ha poi aggiunto indicando le Tod's ai suoi piedi. Giudizi negativi arrivano anche dagli imprenditori. ''Non e' tempo di proclami o critiche generiche - sottolinea John Elkan, presidente di Fiat. Il momento e' grave, e' importante essere concreti e avere senso di responsabilita'''. Tornando ai politici, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto avverte: "E' evidente che lo sdegnoso rifiuto dei giovani industriali nei confronti della presenza di politica a Capri e adesso il manifesto di Della Valle esprimono una cosa precisa, il disegno di spazzar via le attuali forze politiche, sia quelle di centrodestra sia quelle di centrosinistra in nome non si sa bene neppure di che cosa''. Per il presidente vicario Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, "non si puo' non rilevare che il senso di responsabilita' deve essere acquisito da tutti i protagonisti del dibattito pubblico. Anche da parte di chi ha 'scudato' 107 miliardi di euro riversandone meno di 5 nei capitali di quelle aziende per le quali si chiede quotidianamente un aiuto alle banche, allo Stato ed all'Ue''. Apprezzamento per Della Valle arriva invece dal terzo polo e dall'Italia dei Valori. Pier Ferdinando Casini condivide la lettera-appello dell'imprenditore ma con un distinguo. "E' giusto che si faccia fronte comune. C'e' una buona politica e c'e' una buona imprenditoria. Ci sono imprenditori come quelli scoperti a Vicenza, che evadevano centinaia di milioni di tasse, e imprenditori bravi come Della Valle". Per il presidente dei senatori dell'Idv, Felice Belisario, ''l'appello va raccolto perche' rappresenta la punta dell'iceberg del disagio degli imprenditori italiani e fa il paio con lo strappo tra Confindustria e il governo di qualche giorno fa''. Secondo il vice presidente vicario dei deputati di Fli Carmelo Briguglio, infine, "la paginata di Della Valle, il manifesto-ultimatum della Marcegaglia e l'uscita di Versace dal Pdl segnano l'abbandono di Berlusconi da parte del suo blocco sociale. Gli hanno suonato il gong, la partita del premier in nome e per conto degli industriali italiani e' finita. Berlusconi ne prenda atto e passi la mano".