Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - "L'altro giorno abbiamo assistito al classico voto di scambio di stampo mafioso: la maggioranza ha comprato il voto di alcuni che non erano stati eletti nel centrodestra con un posto di ministro. Siamo di fronte ad un Parlamento criminale ed eversivo". Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, nel suo comizio alla manifestazione di Sel a piazza Navona, 'Ora tocca a noi'. "Così come è eversivo - ha proseguito - il comportamento del ministro dell'Interno che si vanta di combattere la criminalità e di sciogliere qualche Consiglio comunale ma poi fa parte di un Consiglio dei ministri dove c'è qualcuno per cui c'è una richiesta di rinvio a giudizio per mafia. Se non riesce a sciogliere il Consiglio dei ministri o si dimette o è complice". Immediata la reazione del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: ''Promuoverò una denuncia contro Di Pietro per vilipendio delle istituzioni''. Ovazione di piazza da parte di decine di migliaia di militanti e tripudio di bandiere per il leader di Sel Nichi Vendola che aprendo il suo comizio alla manifestazione di piazza Navona ha rivolto un messaggio "di solidarietà" al Quirinale per quanto dichiarato ieri sulla Lega. "Le parole del capo dello Stato - ha affermato Vendola - sul fatto che non esiste un diritto democratico alla secessione perché non esiste la Padania sono parole di cui la ringraziamo signor presidente della Repubblica: ci aiutano a sentire meno aspro il dolore che proviamo". Nel corso del comizio il leader di Sinistra Ecologia Libertà ha parlato anche della crisi. ''Tremonti è la medicina? Oppure come penso è la malattia che dobbiamo combattere?" ha scandito. Un altro passaggio ha riguardato il confronto con gli investimenti che nei paesi dell'Estremo Oriente si fanno nell'università e nell'innovazione: "Là si investe contro l'analfabetismo qui si investe per l'analfabetismo. Resterà scolpita per l'eternità la frase di Tremonti: con la cultura non si mangia. Invece con la cultura si mangia e abbiamo bisogno di cultura e di alimentare gli spiriti, il sapere critico, l'innovazione". Riguardo poi alla manovra, con l'articolo 8 sui licenziamenti "si dà colpo alla nuca alla civiltà del lavoro. E' un'idea che cambia il patto costituente - ha rimarcato - Noi siamo qui a difendere una Repubblica fondata sul lavoro e non sulla truffa e sulle escort. Loro vogliono cancellare tutto questo, proprio loro che non hanno lavorato un giorno". Vendola ha anche citato Diego Della Valle e la pagina di pubblicità comprata su diversi giornali. "Per questo ha speso in un giorno quello che noi come partito dobbiamo spendere per campare un anno. Ecco, c'è anche la rivolta dei ricchi...", ha affermato il governatore della Puglia. Che ha però messo in guardia: "Attenzione ai trabocchetti della lotta alla casta, la casta non è la politica, che casomai può ridursi a sentinella della casta, la casta vera è quella delle lobby di coloro che si sono arricchiti grazie all'evasione fiscale". Quindi, a conclusione del suo infuocato comizio, ha lanciato un appello a non rinchiudersi "nelle mummificazioni e nelle liturgie del passato" e delle singole identità. "Non dobbiamo avere paura di chi è diverso da noi, ma dobbiamo mantenere aperto il cantiere dell'alternativa" ha esortato Vendola sottolineando, però, che il culmine di questo percorso "sono le primarie. Non sarà un concorso di bellezza, le primarie sono una scelta culturale prima che politica, sono una discussione in mezzo al popolo su come si esce dalla crisi e su come si ricostruisce il Paese". Un particolare riferimento il leader di Sel lo ha riservato alla necessità di rinnovare anche il lessico della politica perché "è il linguaggio a costruire la realtà" e da questo punto di vista "dobbiamo recuperare la civiltà del dire e l'eleganza della passione politica, mentre il berlusconismo è stato anche l'era dell'involgarimento del lessico, una sorta di viagra plebeo che ha inquinato i luoghi della contesa pubblica". Un berlusconismo la cui agonia "si sta trasformando nell'agonia del Paese, con un danno incalcolabile alle famiglie e alla vita delle persone. Anche gli ex elettori del centrodestra li vediamo rabbiosi perché si sentono maciullati nella carne dalle scelte di questo governo". Diversi gli interventi che si sono succeduti sul palco dove è giunto anche Arturo Parisi. "Sono qui per condividere con voi questa vittoria, questa che sembrava un'impresa impossibile: oggi tutto è chiaro, ma mesi fa eravamo dei 'pazzi'" ha detto Parisi a proposito dell'esito della raccolta delle firme per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale. A infiammare i militanti di Sel anche il giovane sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Sul palco, tra gli altri, Leo Gullotta, Dario Vergassola, Andrea Gropplero del Teatro Valle, mentre dietro si muoveva tutto lo stato maggiore del partito, dallo stesso Vendola, Gennaro Migliore, Franco Giordano Claudio Fava, Fabio Mussi. Leo Gullotta ha chiamato in causa il segretario del Pd: "Bersani perché non ci sei oggi, perché questa paura?". Folta la schiera di artisti, da Riccardo Scamarcio e Valeria Golino a Sergio Rubini.