Lussemburgo, 4 ott. (Adnkronos/Aki) - Accordo trovato sulle garanzie collaterali chieste dalla Finlandia, questione che dall'estate bloccava il secondo piano di salvataggio della Grecia. E' però ancora slittato il via libera alla sesta tranche di aiuti ad Atene, il cui esborso, inizialmente previsto per settembre e poi per ottobre, non potrà ora essere effettuato prima di novembre. E' il risultato dei lavori dell'Eurogruppo, terminato a notte inoltrata, durante i quali è stata discussa ma senza trovare un'intesa anche la questione del rafforzamento delle capacità del fondo salvatati dell'eurozona. ''Dopo una lunga meditazione, abbiamo trovato un accordo sulle modalità per fornire garanzie collaterali'' nell'ambito dell'Efsf, ha annunciato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. L'intesa prevede un modello che sarà valido per tutti i paesi interessati, ma che avrà ''un prezzo da pagare'' per quelli che ne richiedono l'applicazione, tanto che, ha garantito Klaus Regling, direttore esecutivo dell'Efsf, ''è poco verosimile che qualche altro paese oltre alla Finlandia lo richiederà''. Tra le condizioni poste, ci sono il ''no all'aumento del gap finanziario della Grecia e il no a un flusso di contanti diretto verso la Finlandia'', ha messo in chiaro Regling, spiegando che i paesi che chiedono queste garanzie dovranno pagare tutto e subito il proprio contributo in capitale per il fondo salvastati permanente (Esm), vedranno i profitti dell'Efsf ridotti, in caso di default otterranno il pagamento dei collaterali solo quando i prestiti arriveranno a maturità. Sul fronte degli aiuti ad Atene che rientrano ancora nel primo piano di salvataggio deciso nel maggio dell'anno scorso, invece, non solo nessuna decisione ma un ulteriore slittamento dei tempi. La missione della troika, ha infatti spiegato Juncker, è tuttora in corso e il suo rapporto non sarà pronto prima del 13 ottobre, data in cui era stato fissato un altro Eurogruppo che è stato quindi cancellato, per decidere il da farsi sull'esborso della sesta tranche da 8 miliardi di euro. ''L'Eurogruppo - ha sottolineato il premier del Lussemburgo - prenderà una decisione finale nel corso di ottobre, sapendo che la Grecia non potrà ricevere l'esborso della sesta tranche prima di novembre''. Se per il 2011 e il 2012 la Grecia ha preso misure di consolidamento fiscale che costituiscono un ''segnale forte'', per il periodo 2013-14 Atene dovrà invece ''prendere misure aggiuntive'' che saranno oggetto del resto della missione della troika, hanno sottolineato Juncker e il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn. Questo, però, ha sottolineato il presidente dell'Eurogruppo, non significa che la Grecia debba uscire dall'euro. ''Nessuno ha chiesto l'uscita della Grecia dall'eurozona, e smentisco ogni voce secondo cui questa è stata invitata a lasciarla'', ha messo in chiaro ancora una volta Juncker.