Genova, 5 ott. (Adnkronos) - ''La nostra uscita da Confindustria non modifica i nostri impegni in Italia". Lo ha dichiarato il presidente della Fiat John Elkann, questa mattina allo Yacht Club di Genova, rispondendo alle domande dei gionalisti in occasione della presentazione dell'iniziativa della barca Maserati, con cui Giovanni Soldini proverà a battere alcuni record internazionali. "L'impegno nostro - ha precisato Elkann - è coerente con quello che si è fatto. Se uno guarda, in questi ultimi tempi abbiamo annunciato lunedì l'impegno a Mirafiori e quello in Irpinia con i motori nuovi. Questi sono investimenti in Italia. A Grugliasco, dove produrremo le nuove Maserati, c'è uno stabilimento chiuso da cinque anni. Guardiamo a Pomigliamo, dove stiamo costruendo le Panda, tutti questi sono investimenti fatti in Italia. Se uno pensa all'iniziativa della Juventus con il nuovo stadio all'avanguardia, vede che siamo gli unici ad avere investito in maniera seria nel calcio nel nostro paese. Anche l'iniziativa presentata questa mattina allo Yacht Club di Genova è la prova chiara dell'impegno della Fiat e della mia famiglia in Italia". "Le nostre motivazioni per l'uscita da Confindustria sono logiche e coerenti con il percorso che abbiamo fatto e che continuiamo a fare", ha affermato il presidente di Fiat. "La cosa importante in questo momento - ha detto Elkann - soprattutto quando uno vede difficoltà e incertezze, è di guardare al futuro e investire, come stiamo facendo, e innovare". Intanto, terzo giorno consecutivo di sciopero per gli operai della Fiat e dell'indotto di Termini Imerese (Palermo). I lavoratori chiedono risposte per il futuro dell'azienda che a fine anno chiuderà i battenti in Sicilia. L'investimento che Dr Motor ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati per la riconversione industriale dello stabilmento è di 110 milioni di euro. Un impegno, a quanto si apprende, che dovrebbe comportare l'occupazione di 1.312 lavoratori entro il 2016 e una produzione, a regime nel 2017, di 60mila vetture, 4 modelli per i diversi segmenti, il cui primo lancio sul mercato potrebbe avvenire già nel 2013. L'attività di Dr Motor, ha spiegato l'azienda nel corso dell'incontro con Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic, sarebbe quella di importare scocche e componenti dall'Asia e poi procedere nel loro assemblaggio nel sito siciliano. Per quel che riguarda l'attività propria dello stabilimento mentre, per quel che riguarda le aziende dell'indotto, sarebbe previsto per venerdì prossimo, 7 ottobre un incontro ad hoc con l'intento di verificare la possibilità di stabilire contratti di fornitura con cui garantire continuità alle imprese territoriali. Il leader della Fiom, Maurizio Landini, chiede al Lingotto un tavolo complessivo per discutere dell'intero piano strategico di Fabbrica Italia. "Di fronte a quello che sta succedendo - spiega - non è più accettabile discutere stabilimento per stabilimento c'è bisogno di una visione complessiva". E' "una discussione che Fiat non ha mai voluto e che continua a rifiutare per dividere i lavoratori", dice ancora annunciando per sabato prossimo in Cgil, la convocazione dell'assemblea nazionale dei delegati del gruppo Fiat. "L'uscita di Fiat da Confindustria è una scelta che rende evidente sia il rischio di disimpegno del Lingotto e quello di una competizione al ribasso tra stabilimenti", aggiunge Landini, ribadendo come la decisione Fiat sia di fatto "un ritorno all'800 dove la legge è più forte del contratto".