Barletta, 6 ott. (Adnkronos/Ign) - A Barletta l'ultimo saluto alla piccola Maria Cinquepalmi e alle operaie del maglificio Giovanna Sardaro, Matilde Doronzo, Antonella Zaza e Tina Ceci morte nel crollo della palazzina di tre piani in via Roma avvenuto lunedì scorso. Scroscianti applausi hanno salutato il passaggio delle bare al funerale. ''Non ci sono parole umane efficaci di consolazione ma di legittima richiesta di verità: di chi è la responsabilità del drammatico accaduto? Darà risposte solo un'indagine attenta della magistratura che già si è mossa'', ha detto l'arcivescovo di Trani-Barletta, Giovanbattista Pichierri, nell'omelia della messa. Il presule ha citato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha chiesto un rigoroso accertamento delle cause e delle responsabilità. ''Siamo nello sgomento e nel pianto per una tragedia che mai avremmo voluto - ha affermato il vescovo - e che fa ridestare la memoria di un'altra tragedia similare, il crollo in via Canosa (58 morti nel 1959, ndr)''. ''Le 5 donne - ha proseguito Pichierri - erano tutte intente al loro dovere quotidiano, anche la più piccola che andava a trovare i genitori''. ''Le loro bare ci danno ancora tristezza, e, forse, anche rabbia'', sottolinea monsignor Pichierri. ''La Madonna dello Sterpeto, che abbiamo visto nel quadro, appeso a quella parete, e che sembrava guardare le sue figlie sepolte sotto le macerie, benedica la sua città di Barletta - che è stata proclamata ''Civitas Mariae'' - e ci liberi da ogni pericolo, specie dal pericolo di perdere la fede in Dio'', ha evocato un segno il presule per dare forza ai familiari delle vittime. Sul muro che divideva il palazzo crollato da quello adiacente è rimasto un quadro con l'immagine della protettrice di Barletta e accanto due crocifissi. Quella parte del muro coincide con l'appartamento di una delle donne residenti che si è salvata. ''Significativi quei due crocifissi rimasti appesi su quel muro che si affaccia sulle rovine'', ha detto ancora Pichierri. ''Abbiamo vissuto nella giornata di lunedì scorso - ha aggiunto con commozione - lunghissime ore drammatiche all'insegna della speranza di estrarre dalle macerie, vive, le cinque vittime. Con sommo dolore abbiamo costatato che ogni sforzo umano, nobilissimo e degno di ogni lode, non ci ha dato la gioia di vedere il volto vivo delle nostre sorelle''. In conclusione dell'omelia, Pichierri ha espresso la solidarietà a tutti ai familiari delle vittime, ai feriti Mariella Fasanella, Emmanuella Antonacci, Nicola Bizzoca, Ruggiero Valerio, Emanuela Stella, Antonia Vitrani ed alle famiglie che sono rimaste senza casa. Molti cittadini presenti alle esequie hanno fatto sventolare cartelli con la scritta ''Verità e giustizia''. Striscioni erano stati esposti anche sui balconi delle case. ''E ora vogliamo la verità'', era scritto su uno striscione nero srotolato su un terrazzo. ''Muore chi fa il suo dovere per colpa di chi non l'ha fatto mai'', era invece il messaggio scritto su un lenzuolo esposto tra due balconi. Alle esequie ha partecipato il ministro alle Pari opportunità Mara Carfagna. Per rendere omaggio alle vittime c'erano le corone di fiori del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. Numerose le autorità presenti oltre al ministro, tra cui il presidente della Regione, Nichi Vendola, e il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ha dichiarato: "Non si può omettere che quello non era un luogo adatto a lavorare".