Washington, 6 ott. (Adnkronos) - "Le proteste di Wall Street stanno dando voce ad una più ampia frustrazione degli americani". Così Barack Obama esprime, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, la sua comprensione per le decine di migliaia di persone che, ora non solo a New York ma in tutta l'America, che stanno protestando contro quello che considerano un sistema che non tutela i loro interessi. "Io lotto per evitare gli abusi del sistema finanziario", ha detto ancora Obama sottolineando però come rimanga solida la sua convinzione del fatto che "abbiamo bisogno di un forte ed efficace sistema finanziario". Rispondendo ad altre domande riguardo ad "Occupy Wall Street", un movimento che il presidente ha detto che sta seguendo in televisione, Obama ha legato questo alla rabbia che gli americani provano per il fatto che "non tutti stanno seguendo le regole e che Wall Street è un esempio di questo". Una frustrazione maggiore quando vi sono tanti americani "che lavorano sodo" che vivono in difficoltà ai quali sembra che alla fine sia quelli che non fanno il loro dovere ad avere la meglio. Obama ha rivendicato il fatto che la riforma finanziaria attuata dalla sua amministrazione ha varato prevede un organismo di tutela degli interessi dei consumatori nei confronti delle banche. E che i repubblicani stanno boicottando questa riforma, minacciando per esempio di confermare Richard Corday, da lui nominato a capo del consumer protection bureau, perché "vogliono abolire del tutto l'idea di una figura di un controllore del sistema finanziario". Un intento che è esplicito nel programma di "alcuni candidati presidenziali repubblicani la cui agenda economica è principalmente: cancelliamo le riforme finanziarie che sono state ideate per evitare quegli abusi che ci hanno iniziato questo disastro". "E questo non ha alcun senso per gli americani", ha detto ancora il presidente nella conferenza stampa durante la quale si è mostrato molto combattivo, con un assaggio della nuova strategia all'attacco promessa nei giorni scorsi per contrastare l'enorme difficoltà registrata nei sondaggi. Per tutta la conferenza stampa Obama non ha nascosto la sua impazienza - più volte ha parlato della "frustrazione che provano gli americani e io stesso" - nei confronti dei repubblicani che non sostengono il suo piano per rimettere al lavoro "gli insegnanti, gli operai" che l'hanno perso. Ed ha sfidato gli avversari del piano di "spiegare pubblicamente perché non lo sostengono" agli americani che - come mostrano i sondaggi - hanno una fiducia ormai al minimo storico nel Congresso, appena il 14%. Insomma, Obama ha ormai scelto di non cercare più il compromesso. "Non ci sono dubbi che la crescita è rallentata, imprese e consumatori sono nervosi", ha continuato Obama. "L'economia è troppo fragile per lasciare che la politica blocchi la nostra azione", ha detto ancora il presidente americano, attaccando ancora una volta l'opposizione dei repubblicani al suo piano per il lavoro. "L'economia è più debole di quanto fosse all'inizio dell'anno", ha spiegato citando, tra le cause, le conseguenze dello tsunami giapponese ma anche il dibattito sul tetto del debito americano che è stato condotto in un modo "che non ha precedenti". Poi, rispondendo ad una domanda sulla "incertezza" che la crisi finanziaria europea sta creando globalmente, Obama ha detto: entro il vertice del G20 di novembre i leader europei devono avere un "piano concreto" su come affrontare la crisi finanziaria dell'eurozona. "I leader europei riconoscono l'urgenza della situazione", ha detto, sottolineando che parla di frequente con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e dicendosi "fiducioso" nel fatto che vogliono trovare una soluzione. "Ma le loro politiche sono complicate", ha aggiunto sottolineando come le azioni decise dei leader devono passare poi il vaglio dei singoli parlamenti. Obama ha anche concluso, con un messaggio tutto rivolto al pubblico americano, sottolineando come spetti agli europei "risolvere il problema" e che "non possono pensare che possono trovare all'esterno la soluzione del loro problema". "Gli Stati Uniti hanno i propri problemi di budget da risolvere", ha concluso.