Draghi: bassa crescita è riflesso di scarse opportunità per i giovani
Roma, 7 ott. (Adnkronos) - L'Italia cresce poco anche perché non punta sui giovani. E' la tesi su cui insiste il Governatore di Bankitalia Mario Draghi: "La bassa crescita dell'Italia negli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni di contribuire allo sviluppo".
"Specialmente nel nostro paese le prospettive di reddito delle nuove generazioni sono più che mai incerte; il loro contributo alla crescita è frenato in vario modo dai nodi strutturali che strozzano la nostra economia", ha osservato il Governatore di Bankitalia. Draghi avverte: "Si stanno sprecando risorse preziose; stiamo mettendo a repentaglio non solo il loro futuro ma quello del paese intero".
Il Governatore dedica buona parte del suo intervento al Seminario dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà al legame stretto fra il ruolo dei giovani e la crescita, perché "la crescita economica non può fare a meno dei giovani né i giovani della crescita".
"Uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali - ha proseguito - è oggi una priorità assoluta della politica economica nel nostro paese". Secondo il numero uno di Via Nazionale, e prossimo presidente Bce, "occorre rimuovere una serie di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, definire un più favorevole contesto istituzionale per l'attività delle imprese, promuovere una maggiore accumulazione di capitale fisico e di capitale umano".
Draghi, quindi, entra nel merito delle riforme da mettere in campo. "E' necessario favorire i processi di riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori per cogliere più prontamente le opportunità di crescita sui mercati globali; occorre ridurre il grado di segmentazione del mercato del lavoro, oggi diviso in settori protetti e non protetti, intervenendo sulla regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali ed estendendo la copertura degli istituti assicurativi", ha spiegato. Secondo il numero uno di Via Nazionale, poi, "è indispensabile proseguire nell'azione di riforma del settore dell'istruzione per incrementare lo stock di capitale umano, oggi inferiore in quantità e qualità rispetto ai paesi con cui competiamo sui mercati".
Quindi la denuncia: "La condizione di povertà economica delle famiglie con figli si è aggravata". "Tra il 2007 e il 2010 il reddito equivalente, ovvero corretto per tenere conto della diversa composizione familiare, sarebbe diminuito in media dell'1,5 per cento", ha rimarcato. Il calo, secondo i dati di Bankitalia, sarebbe stato più forte, oltre il 3 per cento, tra i nuclei con capofamiglia di età compresa tra i 40 e i 64 anni, proprio per le minori entrate degli altri componenti. All'opposto, sarebbe aumentato il reddito dei nuclei con capofamiglia di 65 e più anni.
