Offensiva finale a Sirte, Jalil: "Battaglia feroce. Comunità internazionale ci aiuti"
Tripoli, 8 ott. - (Adnkronos/Ign) - E' entrata nel secondo giorno l'offensiva finale lanciata dalle milizie del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico per la conquista di Sirte. Nella città che ha dato i natali a Muammar Gheddafi la resistenza vicino al Colonnello appare particolarmente tenace, ma il Cnt ha fatto sapere che in Libia non ci sarà alcun nuovo governo fino a quando tutto il Paese sarà ''liberato''. Comunque, assicura il ministro della Difesa del Cnt Jalal al-Digheili la fine della guerra è ormai vicina: ''Ci sono ancora tasche di resistenza, ma non dureranno molto''.
Le due battaglie decisive riguardano Sirte e Bani Walid. In quest'ultima si ritiene si nascondano diversi esponenti del deposto regime. Secondo quanto riporta l'emittente satellitare al-Jazeera, dal centro della città natale del Raìs si sono udite questa mattina diverse esplosioni. Le truppe degli insorti hanno attacato dall'ovest, dall'est e dal sud.
"A Sirte la battaglia in corso è ancora feroce", ha fatto sapere il presidente del Cnt, Mustafà Abdel Jalil, al termine dell'incontro, oggi a Tripoli con i ministri della Difesa Ignazio La Russia e l'omologo britannico Liam Fox. "Solo nella giornata di ieri - ha continuato Jalil - fra i nostri combattenti, ci sono stati 180 feriti e 15 martiri. Per questo chiediamo aiuto alla comunità internazionale. C'è una emergenza sanitaria, servono cure mediche e perciò potrebbero essere sbloccati i fondi libici congelati".
Jalil ha sostenuto inoltre che "finché Gheddafi sarà libero ci sarà sempre un pericolo per la Libia e per il mondo. E visitando Misurata in questi giorni - ha aggiunto - si arriva all'unica conclusione che Gheddafi non ha nulla a che fare con il popolo libico".
Rapporti Italia-Libia. Nel suo discorso Jalil ha rievocato il colonialismo italiano riabilitandolo, convinto che "quel periodo della storia libica non possa essere assolutamente paragonato al regime di Gheddafi". Allora, ha detto, "c'erano leggi giuste con processi giusti, oltre che un forte sviluppo agricolo. Con Gheddafi, negli ultimi 40 anni, è stato l'esatto contrario: tutti i valori e i principi sono stati rovesciati e demoliti e le risorse libiche non sono mai state usate per i libici". Commosso dalle sue parole il ministro La Russa secondo il quale "questo passato non è dunque motivo di frattura ma al contrario la base per un'amicizia e una collaborazione sempre più stretta".
La Russa, che oggi ha visitato anche l'ospedale Maatigha di Tripoli, ha riferito di aver avuto conferma da parte di Jalil che "a giorni partirà il termine di un mese entro il quale formare il governo provvisorio libico e che, una volta insediato, verranno confermati tutti i rapporti, contratti legalmente, con le aziende italiane".
La Libia rispetterà gli accordi commerciali preesistenti, "tutti quelli legali, che saranno revisionati e adeguati ai prezzi internazionali", ha detto Jalil durante la conferenza stampa congiunta. Parlando invece della rivoluzione libica, Jalil ha voluto ringraziare la Nato e ha tenuto a precisare come la "nostra religione invita al perdono, alla fedeltà e alla restituzione del favore". Dunque "saranno questi gli elementi che ci guideranno nel futuro: non trarremo da questa guerra guadagni illegali, e manterremo rapporti leali e corretti con i Paesi amici".
L'appello Onu. Con la battaglia di Sirte giunta alle fasi finali, l'Onu ha voluto rivolgere un appello alla forze del Cnt e ai lealisti a rispettare i diritti umani e a mantenere l'obiettivo di giungere alla riconciliazione nazionale. ''La rivoluzione in Libia si è basata sulla richiesta di diritti umani e dignità'', ha detto il rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, Ian Martin. ''Chiedo a tutti che venga rispettato l'appello fatto cal Consiglio nazionale transitorio di non agire con vendetta anche contro coloro che sono responsabili di crimini di guerra e di altri gravi reati'', ha aggiunto.
