Tunisia, salafiti contro messa in onda di 'Persepolis'. Procura indaga su Nessma tv
Tunisi, 11 ott. - (Adnkronos/Aki) - La procura generale tunisina ha aperto un'inchiesta sulla tv privata 'Nessma' per aver mandato in onda il cartone animato iraniano 'Persepolis', che ha provocato la rivolta degli islamici salafiti.
Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa tunisina 'Tap', l'inchiesta è stata avviata in seguito alle denunce presentate da numerosi avvocati, che hanno accusato l'emittente televisiva di aver offeso i valori dell'Islam per i contenuti del film.
La sua messa in onda ha provocato lo sdegno dei settori islamici del paese e ha scatenato l'ira dei salafiti, che hanno assaltato gli uffici dell'emittente domenica scorsa. Le violenze avvenute nella sede di 'Nessma' potrebbero incidere nella campagna elettorale in corso nel paese in vista delle elezioni del 23 ottobre.
Sempre contro la messa in onda di Persepolis, ieri sera c'era stata una manifestazione studentesca nella città di Tataouine, nel sud della Paese. Secondo quanto riferisce il sito informativo locale 'Atouf', diverse decine di studenti, tra cui anche donne velate, hanno sfilato per le strade della città scandendo slogan e mostrando striscioni di forte condanna nei confronti dell'emittente privata.
"Sono 130 gli avvocati che hanno denunciato 'Nessma tv' per aver trasmesso quel cartone iraniano ('Persepolis', ndr) che conteneva delle oscenità", ha affermato l'avvocato tunisino Saif al-Din Makhluf in un'intervista ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL.
"La denuncia si basa sul fatto che questa emittente ha trasmesso un cartone iraniano che conteneva offese all'Islam - ha aggiunto - inoltre essendo in lingua farsi è stato anche doppiato in dialetto tunisino e abbiamo sentito molte frasi volgari e oscene". Il legale ha sottolineato come "il gruppo di avvocati tunisini che si è costituito non voglia lottare contro la libertà di espressione. Noi siamo contro la violenza e per la libertà di stampa, ma sono necessarie delle regole e il rispetto verso tutti. Anche in Europa, ad esempio, ci sono leggi che vietano la negazione dell'Olocausto".
Makhluf accusa inoltre l'emittente privata tunisina di proprietà di Taraq Ben Ammar di voler "introdurre la cultura iraniana nella nostra società". Intanto il direttore di 'Nessma', Nabil al-Qarwi, si è pubblicamente scusato con la popolazione attraverso l'agenzia di stampa tunisina 'Tap' per la messa in onda di 'Persepolis' sostenendo che si è trattato di un "errore che non si ripeterà".
