Tripoli, 13 ott. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Giallo sulle sorti di Mutassim Gheddafi, uno dei figli del deposto leader libico Muammar. Nella notte le forze del Consiglio nazionale di tranzione (Cnt) hanno annunciato la sua cattura durante i combattimenti a Sirte, la citta' che ha dato i natali al colonnello e che nelle prossime ore dovrebbe cadere nelle mani del Cnt. Il figlio del colonnello avrebbe provato a scappare da Sirte con la sua famiglia a bordo di un'automobile. La stessa fonte ha poi riferito che Mutassim ora si troverebbe a Bengasi, nell'est della Libia, dove sarebbe gia' stato interrogato. Alla notizia della cattura del figlio del colonnello, ex responsabile della sicurezza nazionale, molta gente e' scesa in strada a festeggiare a Tripoli e Bengasi. Il presidente del Consiglio nazionale transitorio libico (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, ha perĂ² smentito la notizia della cattura di Mutassim, che da settimane combatte nel centro di Sirte. Parlando con l'inviato a Tripoli della tv araba 'al-Jazeera', il leader del Cnt ha affermato che "non corrisponde al vero la notizia della cattura di Mutassim. Da ieri sera, quando e' stata diffusa, sto cercando conferme ma non ne ho trovate". Intanto contro i ribelli scende in campo Amnesty International, che in un rapporto denuncia maltrattamenti e botte ai detenuti nelle carceri libiche controllate dal Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Nello studio, pubblicato dal sito web della tv 'al-Jazeera', si legge che nella sola capitale libica ci sono 2.500 prigioneri, molti dei quali hanno subito percosse e non hanno potuto avvalersi di una difesa legale. Alcuni detenuti, intervistati da un gruppo di ricercatori dell'organizzazione, hanno dichiarato di essere stati picchiati a colpi di bastone, in particolare sulla pianta dei piedi (pratica nota come 'falaga'), da almeno due guardie carcerarie in due differenti centri di detenzione allo scopo di ottenere in modo rapido una loro "confessione". "C'e' un rischio reale che senza un'azione ferma e immediata, alcune pratiche del passato possano ripetersi", ha affermato Hassiba Hadj Sahraoui, vice direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty. "Gli arresti arbitrari e la tortura erano tratti tipici del potere del colonnello Muammar Gheddafi - ha aggiunto - se le autorita' del governo di transizione non romperanno chiaramente con il passato, manderanno all'esterno un messaggio che malmenare i detenuti e' una pratica tollerata nella nuova Libia".