Roma, 13 ott. (Adnkronos) - "Protestiamo contro le banche perché pensiamo che oggi siano le banche a dirigere le scelte dei governi". Queste le parole di Vanessa, studentessa e 'indignata'. Ha passato la notte accampata sulle scale del Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale a Roma, a pochi metri dalla sede di Bankitalia. Insieme a lei, in una decina di tende, circa 50-60 studenti, lavoratori e gente comune hanno proseguito la protesta iniziata ieri con il tentativo di occupare Palazzo Koch. Nella notte i manifestanti di Roma, ribattezzatisi 'draghi ribelli', sono stati "spinti dagli agenti di polizia in tenuta antisommossa - afferma Vincenzo - e confinati sulle scale del museo". L'intenzione è quella di rimanere accampati fino al 15 ottobre, "Giornata europea contro le politiche anticrisi della Bce, del Fmi, dei governi" che richiamerà circa 150mila persone. Il clima della protesta è assolutamente pacifico, per questo gli indignati hanno chiesto che Palazzo delle Esposizioni venga riaperto, dopo la decisione del direttore di tenerlo chiuso fino a domenica per questioni di "ordine pubblico". "Noi non siamo che dei 'pericolosi pacifisti' - scherza Vincenzo - in mezzo a noi ci sono lavoratori precari, artisti e occupanti del Valle che protestano per i loro diritti. Non c'è alcun problema di ordine pubblico". "Lo dimostrano le tante dimostrazioni di consenso che abbiamo ricevuto dalle persone qualunque che non potendo partecipare al sit-in ci hanno comunque sostenuto con parole e offerte. Stamattina ci hanno anche portato un vassoio di cornetti e dei caffè per la colazione", racconta Valerio, mentre gli altri ragazzi improvvisano una rassegna stampa delle pagine dei giornali di oggi, in cui si parla delle loro proteste. Al momento la viabilità su via Nazionale è regolare: mezzi dei carabinieri stazionano vicino ai manifestanti all'incrocio tra via Nazionale e via Milano; la polizia, invece, presidia l'entrata principale del palazzo della Banca d'Italia, le vie d'accesso laterali e le strade limitrofe. Per oggi è prevista un'assemblea 'cittadina' alle ore 16 che deciderà come proseguire la protesta. "L'idea - spiega uno dei ragazzi - è quella di mantenere il presidio fisso qui in via Nazionale, e parallelamente spostarsi verso luoghi simbolo della città che sceglieremo in assemblea, passando sui marciapiedi dove le forze dell'ordine non possono bloccarci". In serata e nella mattinata di domani alla protesta dovrebbero unirsi gli studenti universitari. Per la serata atteso Elio Germano che interverrà ad un happening sulle scale di Palazzo delle esposizioni. Intanto, questa mattina un gruppo di attivisti della 'Rete Reclaim-rete urbana contro la crisi', ha calato uno striscione dal torrione del Maschio Angioino di Napoli, che si affaccia su Piazza Municipio. ''Il 15 ottobre tutti/e a Roma'', recitava lo striscione calato dagli attivisti, che dopo il bliz si sono nuovamente recati al presidio permanente sotto la sede di Bankitalia a Via Cervantes. E a 48 ore dalla giornata globale europea che ha adottato come slogan "united for global change/ uniti per il cambiamento globale" cresce la mobilitazione. Dalla notte di domani, rilevano i promotori dell'appuntamento italiano, diverse centinaia di autobus da oltre 70 città d'Italia partiranno per raggiungere la capitale, ''dove nel pomeriggio di sabato si snoderà il grande corteo unitario. L'appuntamento è per le ore 14.00 a Piazza delle Repubblica. Il corteo attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e via E. Filiberto prima di raggiungere piazza San Giovanni''. Saranno allestiti ''diversi speak corner per dare ai manifestanti la possibilità di prendere parola. Dal punto voce principale si susseguiranno i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia, dai cassintegrati della Fiat, agli studenti, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, alle vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni. In Italia l'appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre''. ''La grande manifestazione nazionale - viene rilevato - non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l'Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti''. ''Non solo in Italia e in Europa ma in tutto il mondo milioni di persone si mobiliteranno contemporaneamente: saranno infatti 719 (ma il numero continua a crescere) le manifestazioni che riempiranno le strade e le piazze delle principali città dei cinque continenti (l'elenco su www.15october.net) per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione, del welfare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali''. In Italia, ''come in diversi altri paesi europei, sono in corso da giorni iniziative e mobilitazioni preparatorie rispetto all'appuntamento di sabato. Ieri - ricordano i promotori della manifestazione - in varie città italiane si sono tenuti sit-in di protesta presso le sedi della Banca d'Italia, in polemica con la lettera indirizzata dalla Bce al governo italiano che sollecitava all'esecutivo il varo di nuovi tagli allo stato sociale, liberalizzazioni e privatizzazioni''.  Mobilitazioni ''che confluiranno tutte nella manifestazione nazionale di sabato a Roma''.