Roma, 15 ott. (Adnkronos) - "La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull'argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale". E' quanto precisa una nota di palazzo Chigi il giorno dopo le polemiche innescate dalla bozza del ddl che prevedeva l'abolizione del buono pasto per gli statali che lavorano meno di otto ore. A confermarlo anche il portavoce del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: ''Le norme riguardanti i buoni pasto e l'equo indennizzo non saranno inserite nel testo definitivo del disegno di legge di stabilità approvato ieri in Consiglio dei Ministri, in quanto le stesse presentano profili di incostituzionalità e problemi applicativi''. Soddisfatto Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp: ''Bene ha fatto il governo ad ascoltarci e ritirare la norma. Si tratta di patti contrattuali che vanno rispettati''. ''Guai a chi mette in discussione gli accordi fatti con le persone serie. I buoni pasto sono soluzioni sostitutive delle mense che mancano perché se i lavoratori pubblici potessero beneficiare del servizio mensa ci sarebbe di certo un miglioramento per chi lavora e un contenimento dei costi per gli enti'', aggiunge dicendosi pronto ad un confronto. "Se il governo vuole aprire un tavolo ente per ente, ministero per ministero, per individuare gli sprechi e migliorare la produttività, la Cisl è pronta. Così com'è pronta a rappresentare il contributo del lavoro pubblico per far funzionare meglio i servizi pubblici, con meno tasse e meno costi per i cittadini'', prosegue ribadendo come "la riorganizzazione dei servizi e' necessaria ma non sulla pelle dei lavoratori".