Roma, 22 ott. (Adnkronos) - E' crollato un muro romano nell'area degli Scavi di Pompei. Il crollo, si apprende dalla Sovrintendenza Archeologica, sarebbe stato segnalato intorno alle 21.30 di ieri. Il crollo, segnalato intorno alle 2.130 di ieri sera, è avvenuto nei pressi di Porta di Nola e ha riguardato "lo strato superficale di un grosso muro di contenimento perimetrale, ovvero una parte delle mura che circondano Pompei. A cadere sono stati circa un paio di metri quadrati di opus incertum, dal lato delle mura che guarda all'esterno della città romana. La stabilità della struttura non è in alcun modo compromessa dal crollo". L'intera area è stata sequestrata dalla polizia giudiziaria. Gli esperti dovranno chiarire le cause del crollo, probabilmente dovute alle forti piogge dei giorni scorsi. Del crollo "io ne sono stato informato soltanto questa mattina. Questo è molto grave. Così le cose non funzionano", ha commentato Riccardo Villari, interpellato dall'Adnkronos. In una nota Villari ha affermato che il danneggiamento "di per sé non è grave, ma riguarda un gioiello del nostro patrimonio, dove qualsiasi danno avvenga deve immediatamente metterci in allarme". "Dobbiamo migliorare il sistema di tutela e prevenzione che fino ad ora non è stato ottimale. In particolare voglio approfondire una volta per tutte alcune cose - sottolinea Villari - primo, come è possibile che il Ministero venga informato dell' accaduto solo stamattina su un crollo avvenuto alle 13 di ieri, è un fatto gravissimo. In questo momento, cosa che abbiamo ben chiaro da quando siamo al governo, la messa in sicurezza del sito è la cosa più urgente e non bisogna chiudersi a riccio in personalismi ma collaborare tutti assieme perché, come ho detto più volte, il tempo è poco e parliamo di molte ricchezze che sono a cielo aperto". L'allarme per il rischio di nuovi crolli a Pompei, con il maltempo incombente, era stato lanciato a inizio ottobre proprio dal sottosegretario. "E' necessario mettere subito in sicurezza il sito di Pompei , anche per l'imminente arrivo delle piogge", affermava Villari, il 7 ottobre a Pompei per la presentazione dei lavori di restauro effettuati sull'antica conceria romana, aggiungendo che "finché non sarà fatto, il timore di nuovi crolli c'è e bisogna agire con cautela". "C'è la più assoluta attenzione da parte del ministero verso Pompei, è la nostra priorità", ha affermato dal canto suo, in una nota, il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giancarlo Galan, ricordando poi di aver già richiamato l'attenzione sui rischi per l'area e il lavoro fatto per presentare al commissario europeo un piano "efficace" per gli scavi, intervendo intanto per le messe in sicurezza più urgenti. "Ho più volte pubblicamente espresso tutta la mia preoccupazione per gli effetti che avrebbero potuto provocare le prime violenti piogge su Pompei. Proprio per questo - ha sottolineato- abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito". Intanto, prosegue il ministro, "abbiamo disposto un affiancamento, già operativo, alla sovrintendenza perché si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza più urgenti". "Il prossimo mercoledì 26 - ricorda Galan- sarò a Pompei con il commissario Hann per mostragli la situazione e sbloccare il finanziamento europeo di 105 milioni da destinare al sito". "Per il momento - conclude Galan - è però fondamentale chiarire che il danno riguarda il distaccamento di uno strato superficiale di una parte delle mura di cinta che circondano Pompei, nessuna domus coinvolta quindi, e che la stabilità della struttura non è in alcun modo compromessa". Dalla visita del Commissario europeo per le politiche regionali Hahn dipenderebbe il finanziamento di 105 milioni di euro per continuare i lavori nel sito archeologico. Attualmente sono 39 i progetti di restauro iniziati, a questi se ne aggiungerebbero numerosi e più diffusi nell'area che si sviluppa in 60 ettari con circa 1.500 domus .