Assalto a blindato, un fermato a Chieti. Stava andando in Val Susa
Roma, 23 ott. (Adnkronos) - I carabinieri del Ros hanno fermato a Chieti una persona ritenuta tra i responsabili dell'assalto al blindato dato alle fiamme durante gli scontri avvenuti a Roma il 15 ottobre scorso, nel corso della manifestazione degli Indignati.
L'uomo, accusato di tentato omicidio, è stato bloccato dai militari mentre si accingeva ad andare in Val di Susa, dove domani è prevista la manifestazione dei 'No Tav'.
L'attacco al blindato dei carabinieri è avvenuto a pochi metri dal sagrato della basilica di San Giovanni poco prima delle 18 del 15 ottobre: la lunga scena del mezzo prima circondato, poi assaltato e dato alle fiamme, è stata ripresa da fotografi, manifestanti e giornalisti ed è diventata una delle fotosequenze simbolo della devastazione di Roma.
Le immagini mostrano un gruppo di manifestanti violenti che riesce a circondare e isolare il blindato. Mentre dalla folla vengono lanciati sampietrini e addirittura una trave che si infila nell'abitacolo, si vede il carabiniere che è alla guida della camionetta allontanarsi e poi qualcuno dare fuoco al mezzo tra applausi e urla di incitamento.
Intanto, stanno continuando i controlli delle forze dell'ordine intorno al cantiere della Torino-Lione e e nell'area interessata dall'ordinanza del Prefetto di Torino in vista della manifestazione di domani. Al momento la situazione è tranquilla e sono una ventina le persone presenti alla baita Clarea, la baita abusiva che si trova all'interno della "zona rossa" delimitata dall'ordinanza prefettizia. A quanto pare i valligiani presenti, identificati dalla polizia, potrebbero restare alla baita anche per la notte; una presenza pacifica "tollerata".
Il sottosegretario all'Interno Michelino Davico dichiara all'Adnkronos: ''Ai manifestanti dico: no alla violenza. Esprimete le vostre idee ma non date spazio ai teppisti. Ne sareste le prime vittime''. ''C'è massima attenzione'', sottolinea poi. Oggi Davico, a bordo di un elicottero della Polizia, ha compiuto un giro di ricognizione dall'alto dell'area del cantiere dell'alta velocità, assieme al questore di Torino.
L'ordinanza emessa in occasione della manifestazione ''tiene contro della particolare natura del luogo, fatto di sentieri, strettoie e piccoli ponti. 'Punti chiave', che devono essere presidiati dalle forze dell'ordine. Chi ha la responsabilità della sicurezza di tutti, dei manifestanti come delle forze dell'ordine, deve tener conto di ogni cosa. E' un'ordinanza che punta a tutelare sia i manifestanti sia le forze di polizia, cioè uomini che sono cittadini come gli altri, non robot nelle mani di qualcuno''.
''Oggi ho voluto fare un'ampia ricognizione - spiega Davico - per rendermi conto personalmente della situazione ed essere vicino alle forze dell'ordine in una vigilia che è comunque di tensione, anche alla luce di quanto è accaduto sabato scorso durante gli scontri di Roma. Spero che non ci siano incidenti, nessuno li vuole. Ma c'è massima attenzione - rimarca - soprattutto in ragione del contesto territoriale molto particolare, che non è quello urbano''.
''Ora - conclude il sottosegretario all'Interno - non è più una questione politica: dalla mezzanotte scorsa si è entrati nella fase tecnica della sicurezza. Il ministro Maroni e io saremo costantemente informati dell'evolversi della situazione. Il piano sicurezza è attivo, poi se arrivano degli sconsiderati o dei teppisti, bisogna essere pronti a tutto. Ma nessuno lo auspica, e pare che nessuno lo voglia''.
