Tremonti a Barroso: via al piano Eurosud Salva Stati, esclusa l'opzione della Francia
Bruxelles, 22 ott. (Adnkronos/Ign) - Un piano Eurosud. Ovvero, un programma di sviluppo straordinario del Mezzogiorno che prevede una radicale revisione strategica nell'uso dei fondi europei. Questa l'idea presentata dal ministro dell'economia Giulio Tremonti durante una telefonata di 20 minuti con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso (inizialmente tra i due era previsto un incontro poi trasformatosi in un colloquio via cavo in ragione del protrarsi dell'Ecofin). Secondo Tremonti la revisione dell'uso dei fondi avverrà anche attraverso una regia rafforzata sia per quanto riguarda gli interventi a lungo periodo sia per quelli che hanno effetti immediati e rapidi.
Nel Sud Italia, infatti, non c'è lo sviluppo ma ci sono i fondi strutturali comunitari per cui non servono risorse aggiuntive. Il ministro ha quindi chiesto al presidente dell'esecutivo di Bruxelles che il piano Eurosud venga inserito all'interno del paragrafo dedicato all'Italia che ci sarà nel testo delle conclusioni del Consiglio Europeo. A sua volta Barroso ha insistito sulla massima attenzione verso i conti pubblici sino al 2013, che sarà l'anno del pareggio di bilancio, ricevendo rassicurazioni da parte di Tremonti che ha confermato gli impegni assunti dal governo.
L'Europa spinge sull'acceleratore in vista del vertice Ue a Bruxelles. Serve trovare a tutti i costi un'intesa. E prima ancora del pre-summit tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e i vertici Ue (ci saranno Van Rompuy, Barroso e probabilmente anche Trichet e Lagarde) che si svolgerà in serata, la tensione franco-tedesca sulle modalità di ampliamento del fondo salva-stati sembra attenuarsi. "Non è più un'opzione sul tavolo" dei negoziati, infatti, la proposta della Francia di trasformare il fondo salva-stati in una sorta di banca con il finanziamento da parte della Bce, a cui la Germania era contraria. A dirlo è il ministro olandese delle finanze Jan Kees De Jager, presente a Bruxelles per le riunioni straordinarie di Eurogruppo ed Ecofin.
Al centro delle discussioni resterebbero quindi, secondo il rappresentante del governo dell'Aja, "due opzioni" per stabilire in che modo far scattare l'effetto leva dell'Efsf, aumentando così le sua capacità al momento limitate a 440 miliardi di euro. Di queste, pur senza specificarle, De Jager ha assicurato che "nessuna" prevede il coinvolgimento in qualche modo della Bce.
Merkel, intanto, ha chiesto ai paesi europei di "smettere di vivere a credito" per superare la crisi del debito che ha colpito l'Eurozona. E' importante "smettere di vivere al di sopra dei propri mezzi", ha ammonito la Merkel durante un incontro con le donne dell'Udc, a Wiesbaden. La Germania, ha aggiunto, sta "uscendo bene" dalla crisi anche "perché sa creare prodotti che altri non possono" realizzare.
Il Belgio, da parte sua, è favorevole all'opzione della trasformazione del fondo salvastati dell'eurozona in una sorta di assicurazione per garantire eventuali perdite degli investitori nei bond sovrani. Ad affermato il primo ministro Yves Leterme al termine di un consiglio dei ministri ristretto straordinario convocato ad hoc per discutere delle soluzioni in discussione ai vertici Ue.
"Noi siamo d'accordo con la proposta di trasformare l'Efsf in un fornitore di garanzie", ha detto Leterme al termine della riunione. E' questa una delle opzioni in discussione per massimizzare la "potenza di fuoco" del fondo salvastati, e bloccare i rischi di contagio ai grandi paesi dell'eurozona come Spagna e Italia.
La volontà di sbloccare la situazione sul fronte crisi fa sì che un altro Eurogruppo si svolgerà subito dopo la fine della riunione dell'Ecofin, come confermato dal portavoce del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. La riunione straordinaria di ieri dei ministri delle finanze dei 17 paesi della moneta unica, iniziata alle 14 e terminata quasi otto ore dopo, non è bastata infatti ad affrontare tutti i nodi che dovranno essere sciolti tra domani e mercoledì dai capi di stato e di governo. Anzi, uno solo nonché il primo sull'agenda perché il meno complesso ha trovato soluzione, ovvero la questione dell'esborso della sesta tranche di aiuti (che rientrano ancora nel primo piano di salvataggio del maggio 2010) alla Grecia. Ma la questione Grecia non si è esaurota così.
Il vero nodo è la revisione del secondo piano di salvataggio che era stato deciso il 21 luglio scorso, già diventato obsoleto e superato dagli eventi degli ultimi mesi. In particolare, il punto è sino a che punto aumentare la partecipazione del settore privato al salvataggio. Da lì dipenderà anche la soluzione alla questione della ricapitalizzazione delle banche e al potenziamento del fondo salvastati, l'Efsf. Questioni che dovranno tutte essere risolte tra i vertici a Bruxelles di domani e mercoledì.
