Roma, 24 ott. - (Adnkronos/Ign) - ''Nessuno nell'Unione può autonominarsi commissario e parlare a nome di governi eletti e di popoli europei. Nessuno è in grado di dare lezioni ai partner''. All'indomani degli sguardi ironici, poi trasformatisi in sorrisi, tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy a proposito della fiducia in Berlusconi, il premier italiano sceglie di replicare al siparietto di Bruxelles con una lunga nota, diffusa in serata da palazzo Chigi. Ma contro le risatine del duo Merkel-Sarkozy, in mattinata il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva espresso tutto il suo ''fastidio'': "Cercare gesti ed espressioni ridicolizzanti del nostro paese non è opportuno". Per Frattini l'atteggiamento del presidente francese è legato al 'caso Bini Smaghi', il banchiere fiorentino nel board della Bce che rifiuta di dimettersi per far posto ad un esponente francese. ''Non si può tentare di mettere in ridicolo l'Italia per una questione del genere. Il presidente francese probabilmente aveva in mente la questione Bini Smaghi, era turbato dal fatto che la poltrona ancora non fosse libera, ma questa è un'altra questione". Forse, aggiunge Frattini, ''avrebbe desiderato vedere Bini Smaghi rimosso dall'autorità. Lui sa che questo non è possibile'', Il titolare della Farnesina ricorda che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "ha già rivolto un appello alla responsabilità e non un ordine, perché il governo non può dare ordini ai membri della Bce e questo è assolutamente giusto". Frattini si dice quindi "colpito" dall'ironia franco-tedesca "anche se ho ascoltato la Merkel dire parole cortesi verso l'Italia e il suo primo ministro". Ma il ministro degli Esteri non è il solo a stigmatizzare il siparietto andato in scena a Bruxelles. Per la leader di Confindustria Emma Marcegaglia ''non è accettabile'' che ''Merkel e Sarkozy si permettono di fare risolini su un grande paese come il nostro''. Il nostro, sottolinea la presidente degli industriali, ''è un paese con grandissimi problemi e io sono una di quelle che più lo ha denunciato e detto con chiarezza però non è tollerabile che due leader di paesi molto importanti dell'Europa, ma comunque di due governi che non rappresentano la Commissione europea né gli organi comuni europei, possano permettersi di fare una cosa di questo tipo". Secondo la Marcegaglia se Merkel e Sarkozy "vogliono avere questo ruolo di famoso direttivo franco-tedesco, allora almeno prendano le grandi decisioni che servono al paese perché quello che è successo fino ad oggi non va in quella direzione". Da Berlino, intanto, si cerca di correre ai ripari. ''La Germania - assicura il portavoce del governo Steffen Seibert - ha grande fiducia nella gestione italiana della crisi".