Roma, 25 ott. - (Adnkronos/Ign) - Di fronte all'impugnazione di parte del Piano casa regionale "ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale perché non c'è più un terreno su cui mediare". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dopo la decisione presa ieri dal consiglio dei ministri e la conseguente presentazione delle dimissioni degli assessori regionali del Pdl "sulle quali incontreremo nelle prossime ore il segretario Angelino Alfano". "Purtroppo - continuato il governatore - vedo in questo momento un atteggiamento ostile del governo Berlusconi a questa Regione e probabilmente al suo modo di agire che è quello di dare risposte concrete nel rispetto del programma elettorale". "Mi auguro che non sia così. Voglio sperare - sottolinea - che ciascun ministro abbia agito rispetto all'impugnativa nell'ambito delle proprie competenze ma nello stesso tempo voglio fare un appello affinché questa Regione non venga privata di uno strumento di rilancio per lo sviluppo del territorio". Il presidente Polverini ha poi aggiunto "ho sempre riconosciuto quando il governo ci ha aiutato. Oggi sono costretta a dire quante volte il governo ha fatto finta di aiutarci". Le dichiarazioni della governatrice del Lazio seguono di qualche ora le dimissioni degli assessori regionali in quota Pdl che "preso atto della decisione assunta nel corso dell'ultimo consiglio dei ministri con la quale è stata impugnata la legge regionale 10/2011, ritengono incomprensibile -si legge nella comunicazione - una scelta che mette in discussione uno dei punti qualificanti del programma elettorale del Popolo della libertà sia a livello locale che nazionale, come più volte ribadito dallo stesso presidente Berlusconi". "Ritengono inaccettabile, inoltre - proseguono gli assessori regionali - che tale scelta sia maturata senza un confronto di merito rispettoso dei normali ruoli istituzionali''. Intanto in una nota il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo spiega che ''il piano casa del Lazio si muove nel solco indicato dal Governo per rilanciare l'attività edilizia e promuovere il rinnovamento, anche in chiave di risparmio energetico e sostenibilità ambientale del patrimonio abitativo. L'impugnativa disposta dal Consiglio dei Ministri non rappresenta affatto uno stop al piano nella sua globalità e nella sua logica, ma evidenzia solo tre profili specifici di problematicità, sollevati in due casi dal Ministero della Cultura ed in uno dal Ministero dell'Ambiente''. In particolare per quel che concerne i rilievi mossi dal Ministero dell'Ambiente, e che riguardano le aree protette, sottolinea il ministro, ''si tratta di problemi che sono stati colti anche dalla Presidente Polverini, perché, per fare un esempio, non si puo' certo edificare nel Circeo. Con la Polverini esiste piena sintonia, e questi problemi potrebbero essere superati operando una modifica legislativa regionale che farebbe venir meno le ragioni dell'impugnativa da parte del Ministero dell'Ambiente''. Per ciò che concerne le questioni eccepite dal Ministero della Cultura, che condivido, ed in particolare riguardo allo sviluppo del Terminillo, conclude Prestigiacomo, ''si tratta di problemi prevalentemente di metodo e sono certa che il Presidente Polverini ed il collega Galan potranno trovare un punto d'incontro ed una soluzione positiva. Il Terminillo puo' diventare un polo sciistico regionale nel pieno rispetto del paesaggio e del territorio. Si tratta solo di seguire procedure che assicurino tale obiettivo''.