"Aveva un'ossessione per me". Condoleeza e lo strano incontro con Gheddafi
Washington, 26 ott. (Adnkronos) - "L'unica cosa che avevo in testa era 'quanto ancora devo rimanere qui e quanto velocemente riusciro' ad andarmene". Cosi' Condoleezza Rice ricorda, nelle sue memorie in un'uscita la prossima settimana ma gia' largamente anticipate dalla stampa americana, il suo incontro con Muammar Gheddafi quando nel 2008 fu il primo segretario di stato americano a recarsi in Libia dopo la riabilitazione del rais libico.
E, soprattutto racconta, tra lo stupefatto e l'insofferente, della strana ossessione che il dittatore libico, ucciso la scorsa settimana a Sirte dai ribelli, nutriva per lei. "La cosa buffa e' stata quando lui mi ha detto 'ho un video per lei", e io mi sono detta "oddio, che cosa sara'?", ma poi si trattava solo di un mucchio di fotografie con me e Vladimir Putin e Hu Jintao", ha raccontato la Rice in un'intervista che l'Abc mandera' in onda la prossima settimana, in occasione dell'uscita del libro.
Non solo. "Poi ha detto 'ho chiesto al miglior e piu' famoso compositore libico di comporre una canzone per lei, intitolata 'Il fiore nero della Casa Bianca", ha raccontato ancora la Rice che non ha esitato a definire quello con Gheddafi l'incontro piu' strano di tutti quelli avuti negli otto anni passati, i primi quattro come consigliere per la Sicurezza Nazionale, a gestire la politica estera di George Bush.
