Roma, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Un rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise, ma tuttora inattuate''. E' il monito che giunge da Mario Draghi nel suo ultimo intervento istituzionale da Governatore di Bankitalia in occasione dell'87° edizione della Giornata mondiale del risparmio. Per Draghi, occorre ''elevare la concorrenza nei mercati dei prodotti, in particolare nei servizi; costruire un contesto amministrativo e regolatorio più favorevole alle attività di impresa; sospingere l'accumulazione di capitale fisico ed umano; innalzare i livelli di partecipazione al mercato del lavoro''. Il futuro numero 1 della Bce sollecita quindi il governo italiano a "dare piena e rapida attuazione alla manovra di settembre, in particolare definendo e realizzando rapidamente il previsto programma di revisione della spesa pubblica''. Questo perché, spiega, sul nostro paese pesa ''l'alto livello del debito pubblico, i dubbi sulle prospettive di crescita dell'economia, le incertezze e i ritardi con cui si provvede alla correzione degli squilibri e alle misure di rilancio della crescita''. Nella situazione attuale, infatti, l'Italia che pure "non aveva nulla da rimproverarsi" sull'innesco della crisi, ne è stata "travolta per le sue debolezze strutturali, al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale". In questo contesto, sottolinea Draghi, la lettera d'intenti del governo Italiano all'Ue ''è un passo importante, contiene un piano di riforme organiche dell'economia''. Adesso occorre però ''farle con rapidità e con concretezza. Sono misure coraggiose e per questo occorrerà tutelare le fasce deboli che saranno toccate'', aggiunge il Governatore. Infine Draghi chiede all'Italia di ''non sperare negli altri, ma affidarsi a se stessa'' per salvarsi. ''Tutti dobbiamo avere una maggiore responsabilità: non si puo' pensare che l'aiuto di arrivi da altri Paesi, dobbiamo affidarci a noi stessi per costruirci un futuro in Europa'', conclude, ricordando che "anche in questa situazione non dobbiamo dimenticare i nostri punti di forza e il primo di essi è il nostro Capo dello Stato che ringrazio personalmente''. Purtroppo, ha osservato, "termino il mio mandato alla Banca d'Italia in una situazione confusa e drammatica sul piano nazionale, internazionale, politico ed economico". TREMONTI: ITALIA PAESE COMPLESSO, RICCHEZZA ANCHE FATTORE RISCHIO. ''L'Italia è un paese complesso con elementi positivi e negativi, dove la ricchezza puo' rappresentare addirittuta un fattore di rischio", ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti per il quale esiste anche "un problema complessivo di classe dirigente. Non è sufficiente criticare solo la classe politica perché il continuum di fatti e fenomeni porta a una responsabilità collettiva più vasta''. ''Tutti -aggiunge il ministro- dobbiamo riflettere su cosa si debba fare di più e cosa si debba fare di diverso. Credo che la riflessione debba essere continua''. NAPOLITANO: ACUTA PREOCCUPAZIONE PER SVILUPPI CRISI. "La 87esima edizione della Giornata mondiale del risparmio coincide con un momento di acuta preoccupazione per gli sviluppi della crisi dell'Eurozona e per le sue ricadute anche nel nostro paese". Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, saluta così con un messaggio, inviato al presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, le celebrazioni per la Giornata mondiale del risparmio. "Per l'Italia è obiettivo fondamentale il recupero di uno stabile percorso di crescita della produzione e dell'occupazione, da conseguire congiuntamente a quello non più rinviabile dell'equilibrio strutturale dei conti pubblici e della riduzione del debito pubblico -continua Napolitano- In questo contesto appare essenziale la realizzazione di condizioni che possano favorire la più ampia mobilitazione del risparmio verso impieghi produttivi, anche al fine di corrispondere adeguatamente alle richieste di finanziamento che provengono da un tessuto economico ricco di capacità imprenditoriali e potenzialmente in grado di mobilitare le risorse del paese". MUSSARI (ABI): NON CI RASSEGNIAMO AL DECLINO, INDISPENSABILE UNA SCOSSA. La crescita dell'Italia resta ''insoddisfacente. Una scossa è indispensabile'', ha detto il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari che si dice pronto ''a valutare proposte alternative e a dialogare con il Governo ma non siamo più disposti ad assistere alla quotidiana distruzione di ricchezza, di risparmio, di lavoro per rinvii ed esitazioni nel fare le scelte che il momento richiede''. ''Noi non ci rassegnamo al declino'' ma ''ora è il tempo del fare per rimettere in moto un processo virtuoso di crescita". "E' vero che la crescita non si fa per legge, ma la legge puo' e deve creare un ambiente che favorisca la crescita -conclude Mussari- la legge definisce il sistema di infrastrutture immateriali che, al pari della dotazione infrastrutturale fisica, rendono un paese più o meno competitivo". GUZZETTI (ACRI): TORNARE A CRESCERE, BANCHE FARANNO LORO PARTE. ''Dobbiamo tornare a crescere! Le banche sapranno accompagnare la crescita. Le Fondazioni hanno sempre fatto la loro parte'', ha detto il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dagli istituti di credito: ''In un mare indubbiamente agitato le banche italiane sembrano navigare in modo soddisfacente. Le difficoltà ci sono, ma ci sono anche le capacità e le risorse per farvi fronte''. Le Fondazioni, ricorda Guzzetti, ''hanno sempre fatto la loro parte, cercando il giusto equilibrio fra la tutela dei loro patrimoni e la solidità delle banche partecipate''. Mantenere l'investimento nelle banche italiane e, se necessario, rafforzarlo nella misura del possibile, ''è nell'interesse del Paese e delle stesse Fondazioni: banche più forti e competitive possono meglio sostenere l'economia reale, tutelare adeguatamente i risparmiatori e dare maggiori dividendi!''. Come per l'Europa, anche per l'Italia, osserva Guzzetti, ''non è più rinviabile il momento della definizione di un disegno complessivo di sistema che individui le opportunità di crescita all'interno del nuovo scenario globale, superando le resistenze di chi coltiva l'illusione che si possa passare attraverso processi di trasformazione epocale come l'attuale senza esserne coinvolti''. Le istituzioni bancarie e finanziarie, assicura il presidente, ''possono seriamente contribuire a rendere questo progetto effettivamente percorribile, ma solo se non dimenticano di assumere il progresso economico e sociale come riferimento per le loro scelte''.