Ankara, 26 ott. - (Adnkronos/Aki) - Una donna di 27 anni è stata estratta viva dalle macerie a tre giorni dal terremoto che ha colpito la provincia di Van, nella Turchia sudorientale. Lo riferisce l'agenzia di stampa Anadolu. La 27enne Gozde Bahar, insegnante, è stata tratta in salvo nella zona di Ercis a 67 ore dal sisma ed è stata trasferita nell'ospedale locale da un'eliambulanza. L'ultimo bilancio del terremoto diffuso dalla Protezione civile turca (Afad), parla di 459 morti e 1.352 feriti. Ben 2.262 edifici sono stati distrutti dal sisma. Stando all'Afad, nella zona colpita dal terremoto di magnitudo 7.2 sono al lavoro 3.346 soccorritori. Tre persone intrappolate a Ercis sono state messe in salvo grazie a una studentessa della provincia di Diyarbakir, Deniz Gokcenlik, che li aveva visti in sogno. La giovane ha convinto i soccorritori a scavare sotto le macerie di quella abitazione. "Dopo aver fatto quel sogno, ho deciso di venire a Ercis, dove non ero mai stata prima, per aiutare i soccorritori", ha raccontato la studentessa all'agenzia 'Cihan', spiegando di essere arrivata nel luogo colpito dal sisma in autostop. A Ercis, la ragazza ha individuato l'edificio sognato e ha constatato che i soccorritori avevano smesso di scavare in quell'area, convinti che non ci fosse più nessuno sotto le macerie. Ha quindi dovuto insistere a lungo con alcuni di loro ed è riuscita a convincerli solo quando, dalle macerie dell'edificio da lei indicato, è arrivata una voce che chiedeva aiuto. A quel punto la protezione civile è intervenuta ed è riuscita a salvare tre uomini, incastrati tra le macerie da tre giorni. Deniz è quindi diventata una sorta di eroina e molti siti turchi pubblicano le sue foto, mentre è intenta a scavare tra le rovine dei palazzi insieme ai soccorritori. Nei vari articoli che le sono stati dedicati, c'è chi la definisce una veggente e auspica una sua nuova visione e c'è chi mantiene invece un atteggiamento piu' scettico. Nel frattempo la Turchia ha deciso di accettare gli aiuti internazionali. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate oggi dai media turchi, secondo cui il Paese ha bisogno di tende, case mobili e prefabbricate nelle zone devastate dal terremoto. Inizialmente il primo ministro Recep Tayyp Erdogan aveva rifiutato gli aiuti internazionali dicendo che il Paese era autosufficiente nella gestione della crisi. Ora, invece, le ambasciate turche nel mondo hanno avviato colloqui con i governi ospitanti che hanno offerto aiuti, mentre l'esecutivo di Ankara è in contatto con le organizzazioni umanitarie internazionali. Tra i Paesi che hanno offerto aiuto ai terremotati in Turchia vi è anche Israele, con i quali i rapporti si sono deteriorati in seguito al raid compiuto nel maggio del 2010 dall'esercito israeliano contro la Freedom Flotilla impegnata a rompere l'assedio israeliano su Gaza. Oggi papa Benedetto XVI ha ricordato le popolazioni colpite da sisma e ha incoraggiato i soccorsi. ''In questo momento, il pensiero va alle popolazioni della Turchia duramente colpite dal terremoto, che ha causato gravi perdite di vite umane, numerosi dispersi e ingenti danni'', ha detto il Pontefice al termine della celebrazione della Parola svoltasi oggi in Aula Paolo VI, alla vigilia dell'incontro di Assisi. ''Vi invito - ha proseguito prima di salutare i fedeli di lingua italiana - a unirvi a me nella preghiera per coloro che hanno perso la vita e ad essere spiritualmente vicini a tante persone cosi' duramente provate. L'Altissimo dia sostegno a tutti coloro che sono impegnati nell'opera di soccorso''.