Bruxelles, 27 ott. - (Adnkronos/Ign) - Accordo sul salvataggio della Grecia con una riduzione del 50% del suo debito, mobilitazione di mille miliardi da parte del fondo salva-stati (Efsf) per impedire il contagio nell'area euro, una ricapitalizzazione delle banche e un apprezzamento per le misure presentate dall'Italia. Dopo una maratona negoziale durata dieci ore e conclusasi dopo le 4 del mattino, i Paesi dell'Eurozona hanno raggiunto un accordo sulle misure da attuare per affrontare la crisi. In particolare, per quanto riguarda l'Italia i leader europei hanno danno atto al governo di aver messo a punto "un pacchetto ambizioso" nell'ambito della necessità di consolidare ulteriormente le proprie finanze pubbliche e di procedere alle riforme strutturali, ma raccomandano, nelle conclusioni scritte del summit, "di presentare urgentemente un ambizioso calendario per queste riforme" "Il summit dell'euro - ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy in una conferenza stampa al termine del vertice - accoglie con favore il chiaro impegno dell'Italia a raggiungere questi obiettivi". Secondo Van Rompuy, "questo pacchetto ambizioso, in particolare le misure per accrescere la competitività e liberalizzare l'economia, adesso deve essere attuato". "Elogiamo inoltre l'impegno dell'Italia a raggiungere l'equilibrio di bilancio entro il 2013 - ha continuato il presidente del Consiglio europeo - Abbiamo preso nota del piano di aumentare l'età pensionabile a 67 anni entro il 2026, il modo per arrivarci dovrebbe essere definito entro la fine dell'anno". "La parola chiave è attuazione", ha fatto eco il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso, dopo essersi "felicitato per l'impegno chiaro dell'Italia". "Non bastano gli impegni - ha detto il numero uno dell'esecutivo di Bruxelles in una conferenza stampa al termine del vertice dei 17 leader dell'eurozona - bisogna verificare che vengano realmente attuati". SVALUTAZIONE BOND ATENE. Tornando a quanto stabilito nel piano per l'Eurozona, in base all'accordo negoziato a Bruxelles che ha coinvolto i capi di Stato e di governo, i banchieri centrali, gli istituti di credito interessati e l'Fmi, il settore privato ha accettato volontariamente una riduzione del 50% del valore nominale dei bond greci, pari a circa 100 miliardi di euro, il che consentirà di portare il debito pubblico di Atene al 120% nel 2020, contro il 160% attuale. In cambio, i Paesi dell'eurozona offriranno al settore privato garanzie per 30 miliardi di euro. L'obiettivo è di concludere i negoziati sul pacchetto - che così raggiungerà un valore complessivo di 130 miliardi di euro, rispetto ai 109 concordati al vertice del 21 luglio scorso - entro la fine dell'anno. "Il summit ci ha permesso di adottare gli elementi di una risposta globale, di una risposta ambiziosa e credibile alla crisi che sta attraversando l'eurozona", ha commentato soddisfatto il presidente francese Nicolas Sarkozy, sottolineando "il carattere storico di queste decisioni", che dovrebbero "calmare i mercati e permettere alla Grecia di tornare su un percorso di crescita normale". "Si tratta di decisioni pesanti che nessuno avrebbe potuto immaginare un anno fa", ha osservato ancora Sarkozy. "Penso che siamo stati in grado di essere all'altezza delle aspettative - ha rivendicato dal canto suo la cancelliera tedesca Angela Merkel - e che abbiamo fatto quello che dovevamo" per l'euro, abbiamo preso "le decisioni giuste". FONDO SALVA-STATI. Per quanto riguarda l'Efsf, i leader dell'eurozona hanno raggiunto un accordo grazie al quale la sua 'potenza di fuoco' sarà quintuplicata, arrivando a mille miliardi di euro, attraverso il ricorso alla 'leva finanziaria'. Il rafforzamento del fondo salva-stati contro il contagio avverrà attraverso due strumenti: da una parte verranno fornite garanzie fino al 20% per le emissioni di titoli di debito dei paesi sotto attacco dei mercati, dall'altra, verranno creati uno o più fondi ad hoc (Special purpose vehicles), che potranno giovarsi delle garanzie dell'Efsf per attrarre gli investimenti internazionali (soprattutto quelli delle economie emergenti). "Si tratta di decisioni molto importanti - ha commentato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, al suo ultimo vertice europeo, prima del cambio della guardia con Mario Draghi martedì prossimo - in particolare per quanto riguarda il programma greco, la ricapitalizzazione delle banche ed il 'leverage' dell'Efsf". "La prossima settimana - ha rivendicato il presidente della Commissione europea Josè Manuel Durao Barroso - saremo in grado di dimostrare ai nostri partner nel G20 che l'Europa è in grado di fare quello che serve: un accordo su misure per ripristinare la fiducia nel settore bancario, assicurare adeguate 'barriere antifuoco', accelerare la nostra agenda ambiziosa per la crescita e rafforzare ulteriormente la sorveglianza ed il coordinamento economici". Con le decisioni assunte, l'Europa ha dimostrato di "non volere ripetere alcuni errori del recente passato - ha fatto eco il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy - abbiamo gettato le basi per il nostro futuro, tutti i Paesi membri dell'euro sono determinati a seguire questo percorso". L'ITALIA NELLE CONCLUSIONI DEL VERTICE. I leader dell'eurozona, si legge nel paragrafo 6, "hanno accolto con favore i programmi dell'Italia per le riforme strutturali per rafforzare la crescita e per la strategia di consolidamento fiscale, così come delineate nella lettera inviata ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea e chiediamo all'Italia di presentare urgentemente un ambizioso calendario per queste riforme". "Apprezziamo l'impegno dell'Italia a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013 e un surplus di bilancio strutturale nel 2014, riducendo il debito pubblico al 113% del Pil nel 2014, così come la prevista introduzione della regola del pareggio di bilancio nella Costituzione entro la metà del 2012". "Invitiamo l'Italia ad attuare le proposte riforme strutturali per aumentare la competitività riducendo i vincoli burocratici, abolendo le tariffe minime nei servizi professionali e liberalizzando ulteriormente i servizi pubblici e le utilities", si legge ancora nelle conclusioni, nelle quali infine si "prende nota dell'impegno dell'Italia a riformare la legislazione del lavoro e in particolare le regole e le procedure dei licenziamenti e a rivedere l'attuale frammentato sistema di ammortizzatori sociali entro la fine del 2011, tenendo conto dei limiti delle finanze pubbliche". "Prendiamo nota del piano di innalzare l'età pensionabile a 67 anni entro il 2026 e raccomandiamo la definizione entro la fine dell'anno dell'iter per raggiungere questo obiettivo", affermano ancora i leader dei 17, che esprimono il loro "sostegno all'intenzione dell'Italia di rivedere i programmi dei fondi strutturali, ridefinendo le priorità dei progetti e concentrandosi sull'istruzione, l'occupazione, l'agenda digitale e le reti infrastrutturali e ferroviarie con l'obiettivo di migliorare le condizioni per favorire la crescita e ridurre il divario regionale". Infine, si invita la Commissione europea "a presentare una valutazione dettagliata delle misure e a monitorarne l'attuazione e le autorità italiane a fornire tempestivamente tutte le informazioni necessarie per tale valutazione".