Libia, i ribelli del Cnt annunciano: "Processeremo gli assassini di Gheddafi"
Tripoli, 27 ott. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Dopo le polemiche e l'orrore suscitato nel mondo dalle immagini dell'uccisione di Muammar Gheddafi a Sirte, ora i ribelli libici annunciano che "le persone che lo hanno ucciso saranno processate".
Sempre secondo quanto riferisce una fonte del Consiglio nazionale libico, Saif, il figlio di Gheddafi, avrebbe chiesto di avere un elicottero per poter lasciare il deserto del Sahara libico e consegnarsi direttamente alla Corte penale internazionale. Saif al-Islam, che e' ancora latitante, avrebbe espresso ieri la sua disponibilita' a consegnarsi insieme al capo dei servizi segreti del regime di suo padre, Abdullah al-Senussi. Lo scorso giugno il Cpi ha spiccato un mandato di cattura per Muammar Gheddafi, il figlio Saif al-Islam e al Senussi per crimini contro l'umanita'.
Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza del Mali, citate dalla tv libica 'Libiya al-Hurra', vicina al Cnt, al-Senussi si troverebbe in Mali con alcuni dei suoi uomini piu' fidati.
La stampa britannica inoltre, ha intervistato l'autista personale di Gheddafi, Huneish Nasr, l'uomo che e' stato al fianco dell'ex leader libico per 30 anni e il testimone delle sue ultime ore in vita nella sua citta' natale. Secondo Nasr, "potrebbero essere state uccise" altre persone della cerchia ristretta che fino all'ultimo ha cercato di difendere l'ex colonnello, ucciso giovedi' scorso a Sirte insieme al figlio Mutassim. "Non so se qualcuno del suo staff sia ancora vivo, ne' dove siano o cosa sia successo loro", ha affermato Nasr, da alcuni giorni rinchiuso in un carcere di Misurata gestito dal Cnt insieme a Mansour Dao, l'ex responsabile delle guardie del corpo del rais. "Alcuni di loro potrebbero essere da qualche parte con i rivoluzionari o forse sono morti", ha precisato nel corso di un'intervista al quotidiano 'Guardian'.
L'autista, che nella battaglia di Sirte e' rimasto sordo all'orecchio destro, ha quindi descritto Gheddafi negli attimi che hanno preceduto la sua cattura da parte delle forze del Cnt. "Ogni cosa stava esplodendo. I rivoluzionari stavano arrivando. Gheddafi non aveva paura, ma sembrava non sapere cosa fare. E' stata la prima volta che lo ho visto in questo stato", ha spiegato Nasr. L'autista, un fedelissimo di Gheddafi che apparteneva alla sua stessa tribu', ha raccontato nell'intervista di aver trascorso insieme al colonnello gli ultimi cinque giorni dell'assedio a Sirte, muovendosi di casa in casa per evitare i combattenti del Cnt. "Sono stato con lui 30 anni e giuro su Dio di non averlo mai visto comportarsi male. E' sempre stato solo il capo e mi ha trattato bene", ha concluso.
