Roma, 28 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Far cadere il governo e aprire una campagna elettorale con un buco di governabilità di almeno sei mesi sarebbe un danno gravissimo per l'Italia e gli italiani. Non esiste alcun patto con la Lega per andare al voto nel 2012. Si tratta di invenzioni della stampa anche'' perché oggi l'Italia ha bisogno di ''stabilità politica per portare a termine tutti i punti indicati nella lettera alla Ue'' e andare alle elezioni sarebbe andare ''contro gli interessi del Paese''. Lo dice Silvio Berlusconi a 'La telefonata' di Maurizio Belpietro. La Lega, continua il premier, "è sempre stato un alleato affidabile. Il nostro rapporto con Bossi è solido''. E con il leader del Carroccio, mette nero su bianco, "andremo avanti fino al 2013" perché "ora c'è bisogno di stabilità politica e anche Bossi la pensa come me''. Berlusconi sottolinea anche che ''in Europa abbiamo portato un piano preciso con un calendario di impegni che è un programma per i prossimi 18 mesi di governo. E in Europa non c'è stata una sola voce discordante sul nostro piano. Grazie a riforme coraggiose il nostro Paese ce la farà''. In questo momento, dunque, "è importante mantenere salda la maggioranza e il governo. E' indispensabile con questa maggioranza - rimarca - realizzare in Parlamento le riforme''. L'appello fatto all'opposizione "non è per un governo di larghe intese, che porterebbe alla paralisi politica ma al senso di responsabilità''. Secondo il premier "invece di chiedere continuamente le mie dimissioni, le opposizioni avrebbero tutto da guadagnare sul piano della credibilità se si confrontassero sul merito dei provvedimenti e decidessero di comportarsi con senso di responsabilità''. Quanto allo sciopero generale minacciato dai sindacati, Berlusconi sostiene che l'obiettivo "è incentivare le assunzioni, non i licenziamenti. Ci siamo impegnati a rendere più efficienti gli strumenti di sostegno al reddito. I dipendenti troveranno nello Stato, attraverso la cig, la garanzia di essere remunerati e di avere il tempo di trovare un nuovo lavoro''. La strada, spiega, "è quella indicata al Senato da un senatore dell'opposizione: il giuslavorista Ichino. Per aumentare la competitività del Paese, anche lui prevede la riforma delle norme sui licenziamenti''. Il premier sfiora poi l'argomento primarie (il candidato premier del 2013 sarà scelto "con un sistema elettorale sul modello dei partiti americani") e quello sul nome del Pdl: ''Posso soltanto anticipare che il nuovo nome non sarà 'Forza Silvio' come ho letto su qualche giornale'' e conferma che è in corso una ''riflessione'' su "un altro nome che non sia sostituibile con un acronimo, come per esempio era il caso di Forza Italia''. Accennando brevemente ai rapporti con Francia e Germania, infine, dice che "non possono essere intaccati da un episodio spiacevole che peraltro la signora Merkel ha già voluto chiarire. Tutti lavoriamo per garantire un futuro solido all'euro''.