Washington, 28 ott. - (Adnkronos/Ign) - "La crisi in Europa deve essere risolta il più velocemente possibile", adottando misure che prevedono anche "la creazione di una rete di protezione che impedisca alla crisi di espandersi". E' quanto afferma Barack Obama a pochi giorni dal vertice dei leader del G20 in un articolo pubblicato oggi sul Financial Times in cui sottolinea che "i nostri alleati europei hanno fatto questa settimana importanti progressi nella strategia per restaurare la fiducia nel mercato finanziario europeo, ponendo le fondamenta essenziali su cui costruire". "Considerata l'ampiezza della sfida e la minaccia che costituisce per l'economia globale - aggiunge poi - è importante per tutti che questa strategia sia applicata a pieno, compresa la costruzione di una credibile rete di protezione che impedisca alla crisi di espandersi, rafforzando le banche europee, fornendo un cammino sostenibile alla Grecia e affrontando le questioni strutturali che sono al cuore della crisi attuale". "Sono convinto che l'Europa abbia la capacità finanziaria ed economica di affrontare queste sfide e gli Stati Uniti continueranno a sostenere i nostri partner europei impegnati a risolvere la crisi", sottolinea il presidente americano in vista del G20, cui i cittadini nel mondo guardano "con le stesse aspettative che ci permisero di salvare l'economia globale due anni fa da una crisi finanziaria che era stata provocata da anni di mancanza di responsabilità". Per gli Stati Uniti il sostegno all'Europa in questo momento non solo è dovuto ma vitale: "l'Unione Europea - ricorda Obama - è il principale partner economico dell'America e protagonista essenziale dell'economia globale". In un mondo così interconnesso, quindi, "ogni nazione deve fare la sua parte per assicurare che la crescita globale sia equilibrata e sostenibile in modo da evitare nei vecchi squilibri". E questo significa rimettere a posto la bilancia del debito - continua Obama che a casa deve fare i conti con un enorme debito federale - ma anche "una maggiore flessibilità nel mercato valutario" e "procedere sul cammino delle riforme finanziarie che possono evitare un'altra crisi".