Tunisia, confermata la vittoria del partito islamico an-Nahda. Scoppia la rivolta
Tunisi, 28 ott. (Adnkronos/Aki/Ign) - La commissione elettorale incaricata di supervisionare le elezioni per l'Assemblea Costituente in Tunisia del 23 ottobre ha confermato la vittoria del partito islamico moderato an-Nahda. La formazione politica guidata da Rachid Ghannouchi ha conquistato 90 dei 217 seggi a disposizione che dovrebbero consentirgli di formare un nuovo governo.
Il partito islamico, bandito quando il Paese era guidato dal deposto presidente Zine El Abidine Ben Ali, non ha tuttavia ottenuto la maggioranza assoluta nella nuova Assemblea. Secondo la commissione elettorale, il Congresso per la Repubblica, partito laico progressista, ha ottenuto 30 seggi con il 13,8% dei consensi, mentre Ettakatol ha conquistato 21 seggi con il 9,6% dei voti.
L'annuncio della vittoria di an-Nahda ha scatenato un'ondata di violenza a Sidi Bouzid, città della regione centrale dove a dicembre è partita 'la rivoluzione dei gelsomini' lo scorso 27 dicembre, quando un giovane venditore ambulante di frutta si diede fuoco per protesta, scatenando una serie di manifestazioni che hanno portato alla caduta del regime di Ben Ali il 14 gennaio.
Gruppi di dimostranti hanno attaccato la sede locale di an-Nahda e lanciato pietre contro la polizia. I manifestanti hanno inoltre devastato la sede del comune, distrutto alcuni negozi e hanno tentato anche di assaltare la sede della prefettura senza riuscirci.
Tra i manifestanti c'erano anche i sostenitori del leader della lista Petizione popolare per la libertà, la giustizia e lo sviluppo, Hechmi Haamdi, ex esponente islamico a capo della tv satellitare 'al-Mustakilla' che ha sede a Londra. Questa lista non ha ottenuto alcun seggio nella provincia di Sidi Bouzid a discapito del partito islamico. I manifestanti hanno scandito slogan molto duri nei confronti di an-Nahda e dei suoi leader, accusati di essere "servi degli americani" e di aver vinto le elezioni "con i soldi del Qatar".
