Firenze, 29 ott. (Adnkronos) - "Se come mi sembra di aver capito, si tende soltanto a favorire la possibilità di licenziare, corriamo il rischio di veder moltiplicare il tasso di disoccupazione che da qualche anno a questa parte sta crescendo e che riguarda in particolare un'area del Paese". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini concludendo a Firenze il primo congresso regionale di Futuro e libertà e ha eletto per acclamazione segretario regionale Angelo Pollina. "Mi auguro che il governo non sia così irresponsabile da non confrontarsi con le parti sociali e con le categorie economiche - ha aggiunto Fini a proposito della proposta del governo di rendere più facili i licenziamenti - per tutelare non solo le imprese ma anche per farle crescere e competere. Altrimenti si rischia un autunno caldo che ci farebbe tornare indietro". "Nel Pdl - ha continuato - non si rendono conto di quanto ingiusto sia dire che non si può mettere una tassa patrimoniale, come continua a dire il presidente del Consiglio, perché questa colpirebbe i loro elettori di riferimento. Ma il Pdl non è un club di milionari". A proposito delle polemiche su questo tema e su altre proposte in ballo per rilanciare la vita economica del Paese, Fini ha osservato: "L'Italia merita di più di questo nel momento in cui siamo chiamati a fare sforzi comuni. Merita di più della divisione tra gli amici di Berlusconi e chi vuole abbattere Berlusconi". Poi ha attaccato anche il Carroccio: "Se la Lega rilancia la bandiera stinta della secessione è solo perché non può presentare un bilancio positivo ai suoi elettori". "Rispolverare la bandiera inesistente dell'identità padana - ha aggiunto Fini - altro non è che la manifestazione di un fallimento. Bossi non può presentare l'utopia fallimentare del federalismo che si è rivelato un clamoroso inganno. Il suo federalismo ha fatto moltiplicare le tasse". "Per mesi e mesi si è autocelebrato quotidianamente il rito dell'Italia che regge la crisi. Non era vero: l'Italia non è il paese dei balocchi", ha detto il presidente della Camera. "La crisi si è fronteggiata e si fronteggia tenendo i conti pubblici sotto controllo cosa indispensabile. Ma sarebbe stato meglio - ha concluso Fini - non aver negato per troppo tempo la necessità di farlo".