Il Cairo, 1 nov. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un accordo tra Damasco e la Lega Araba sarebbe stato raggiunto per porre fine a oltre sette mesi di violenze in Siria. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelsi, citato dalla tv al-Arabiya. La notizia dell'accordo arriva dopo la riunione di ieri a Doha tra la commissione ministeriale della Lega Araba (composta da Qatar, Algeria, Egitto, Oman e Sudan), incaricata di seguire il dossier siriano, e rappresentanti di Damasco, primo tra tutti il capo della diplomazia Walid al-Muallim. La Lega Araba ha proposto un'iniziativa che prevede il ritiro dell'Esercito siriano dalle strade delle città del Paese dopo oltre sette mesi di proteste antigovernative e sanguinosa repressione, la liberazione di tutti i prigionieri politici e l'avvio del dialogo al Cairo tra il governo e l'opposizione. Damasco, invece, ha sinora insistito affinché i colloqui si tengano in patria. ''Abbiamo raggiunto un accordo con i nostri amici siriani durante l'incontro di domenica a Doha - ha detto Medelsi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale algerina - Spero che questa intesa venga consolidata al Cairo''. Il riferimento è alla riunione straordinaria in programma per domani della Lega Araba per discutere del dossier siriano. Ma le violenze continuano e si contano altre sei vittime. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dpa, citando attivisti per i diritti umani. Nella provincia settentrionale di Idlib, un soldato e un ufficiale sono stati uccisi da uomini armati, che si ritiene siano disertori, in un'imboscata. Nella sparatoria è morto anche un civile. Altre due persone, stando all'Osservatorio siriano per i diritti umani, sono state uccise nella provincia di Homs, nella Siria centrale, da gruppi di sospetti miliziani filogovernativi. Infine, nella città orientale di Dayr az-Zor, una persona è stata uccisa dalle forze di sicurezza intervenute per disperdere una protesta antigovernativa. E c'è stata anche una nuova incursione delle truppe siriane in territorio libanese. Militari dell'Esercito siriano, stando a una fonte della sicurezza di Beirut citata dall'agenzia di stampa Dpa, sarebbero entrati nelle zone settentrionali e orientali del Libano e avrebbero stabilito postazioni per impedire l'ingresso nel Paese dei Cedri dei siriani in fuga dalle violenze in patria. ''E' la terza incursione dal mese scorso'', ha detto la fonte coperta da anonimato. Intanto la Russia fa sapere che si opporrà a qualsiasi intervento militare in Siria, dopo la campagna militare della Nato in Libia. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. ''Abbiamo molte domande - ha detto - dopo la risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza per la Libia'' per la no-fly zone e la tutela dei civili e ''dopo il dramma libico''. ''Se dipendesse da noi, non credo permetteremmo che nulla di questo tipo si ripeta'' in Siria, ha affermato il capo della diplomazia di Mosca, sottolineando che la Russia con le sue politiche ''non sta proteggendo nessun regime''. La Russia, insieme alla Cina, ha posto a inizio ottobre il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla Siria che avrebbe previsto sanzioni per l'amministrazione di Bashar al-Assad.