Roma, 3 nov. (Adnkronos/Ign) - La Bce abbassa tutti i tassi dello 0,25%. Quello fisso di rifinanziamento scende così all'1,25%. Il Consiglio direttivo dell'Eurotower, riunito per la prima volta sotto la presidenza di Mario Draghi, ha deciso di intervenire anche sul tasso sui depositi che passa allo 0,50% e su quello marginale, sceso al 2%. L'ultimo intervento risaliva allo scorso 7 luglio, quando il consiglio direttivo della Bce aveva rialzato di 25 punti i tassi portando il tasso di riferimento dall'1,25% all'1,5%. La mossa di Francoforte, una ''decisione unanime'' ha detto Draghi, fa volare le Borse, già in corsa sull'ipotesi della fine del governo greco di Papandreou. I governi dell'area euro "devono mostrare inflessibile determinazione a onorare pienamente la propria firma sovrana'', ha detto il neo presidente della Bce, Mario Draghi nella consueta conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Quanto all'Italia, Draghi ha sollecitato il Governo a fare riforme strutturali. Il tasso di rendimento dei titoli di Stato, che in Italia è prossimo al 6%, ''non può calare grazie ad interventi esterni. Il pilastro principale è la politica economica che i Governi fanno. Servono riforme strutturali per aumentare competitività e creare occupazione''. Per il numero uno di Francoforte ''è chiaro, come ho detto troppo spesso, che la responsabilità di mantenere la stabilità finanziaria è affidata in primis alla politica nazionale. La Bce non può fare tutto''. Ma Draghi ha anche messo in chiaro che ''nessuno ci costringe'' all'acquisto di bond italiani: ''Siamo indipendenti, facciamo le nostre scelte''. Poi ha lanciato un allarme sulla crescita. Le prospettive di crescita dell'area euro risentono di ''incertezza particolarmente alta'' e dei ''rischi al ribasso che si stanno intensificando". E le incertezze ''accrescono la probabilità di revisione al ribasso delle stime di crescita del pil per il 2012''. Per quanto riguarda l'inflazione potrebbe scendere sotto il 2% nel 2012. ''Il tasso di inflazione nella zona euro è elevato a causa principalmente dei prezzi energetici e delle materie prime. L'inflazione resterà probabilmente sopra 2% nei prossimi mesi prima di scendere sotto il 2% nel corso del 2012'',