Roma, 4 nov. (Adnkronos) - Abbandondare la maggioranza è "un atto di tradimento non verso il Pdl, ma verso il Paese". Lo dice il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa al G20. Il presidente del Consiglio non ritiene che la sua esperienza di governo stia terminando: ''Non ho questa sensazione''. Il Cavaliere assicura: ''Noi siamo al governo ed abbiamo una maggioranza solida e quindi continueremo a governare''. E "nonostante le defezioni siamo ancora maggioranza in Parlamento". Berlusconi si dice convinto di poter recuperare gli scontenti: "Quando incontrerò queste persone si ricostituirà la forza della nostra maggioranza, torneranno sulle loro posizioni". Berlusconi intende quindi andare avanti: ''Mi sono chiesto chi potrebbe rappresentare l'Italia se non ci fossi io e il panorama della politica non mi ha indicato un personaggio che potrebbe rappresentarla dignitosamente''. Perché non ci sono alternative ''credibili'' all'attuale esecutivo. Berlusconi non ritiene necessario arrivare a un governo di larghe intese. "Io - dice - non credo che ci sia la necessità di arrivare a quello. Ritengo che questo governo - insiste - abbia una solida maggioranza in Parlamento''. Quanto alle misure anticrisi inserite nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, assicura, ''saranno approvate entro fine novembre''. Quindi conferma la richiesta di fiducia sul provvedimento. ''Con l'attuale architettura istituzionale italiana, che è fatta per rendere difficili le decisioni, io credo che il ricorso alla fiducia sia una fatto quasi obbligatorio e quindi continueremo a porre la fiducia. Sul ddl stabilità metteremo la fiducia'', spiega Berlusconi. ''Non siamo preoccupati - continua il presidente del Consiglio accanto al quale, in conferenza stampa, siede il ministro dell'Economia Giulio Tremonti -. Forse abbiamo sbagliato in passato nel ritenere che la nostra economia potesse sostenere facilmente questo debito. Ma richiamati alla necessità di ridurre il debito, ci siamo subito impegnati per il pareggio di bilancio nel 2013, continueremo con decisione in questa direzione. La nostra economia e il sistema bancario sono solidi''. ''Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi - continua il premier -. La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''. Mentre l'impoverimento delle famiglie italiane è ''colpa del cambio lira-euro che è stato fatto da quel governo e che noi da sempre abbiamo ritenuto incongruo e penalizzante per l'Italia''. Il premier ritiene poi che ''sia una moda passeggera il fatto che i mercati si avventano sui titoli del debito'' italiano. Dovendo ottenere "la fiducia dei mercati", prosegue ancora il premier, sulle misure previste dal governo "come fa una società, quando vuole presentare nel modo migliore i suoi titoli sul mercato, chiede la certificazione del proprio bilancio alla società specializzata. In questo caso l'Fmi". Non solo. ''La richiesta di certificazione al Fondo monetario internazionale è stata concordata con il Quirinale''. Il giro di consultazioni informali da parte di Napolitano? ''Il Quirinale ci ha informato della sua volontà che era assolutamente positiva'', replica Silvio Berlusconi alle domande dei giornalisti. ''Di fronte alla necessità di approvare le misure - spiega il Cavaliere - il Colle auspicava che da parte dell'opposizione ci fosse una convergenza. Abbiamo apprezzato" l'operato del Colle. ''Abbiamo apprezzato - aggiunge il premier - l'interessamento del Quirinale su ciò che si stava delineando al G20''. ''Siamo tutti sulla stessa barca - assicura il Cavaliere - e io mi sento di dover ringraziare il presidente della Repubblica''. Infine, Berlusconi lamenta ''un pregiudizio antico'' verso l'Italia. ''Quanto alla credibilità - spiega - noi subiamo una mancanza dell'Italia del passato, un pregiudizio che c'è nei confronti dell'Italia, che c'è per certi comportamenti dell'Italia nel passato". ''In questi giorni - racconta - quando abbiamo avuto quella vicenda riguardo alla sostituzione di un italiano nel board della Bce, abbiamo captato delle frasi per esempio dai nostri amici francesi 'les italiens, toujours les italiens'. E quindi c'è un pregiudizio antico''. Tremonti, da parte sua, risponde a chi gli chiede come mai non abbia smentito le ricostruzioni giornalistiche secondo cui avrebbe auspicato le dimissioni del premier. ''Non si può smentire quello che non ho letto e nemmeno quello che non ho detto'', dice il ministro dell'Economia.