Roma, 4 nov. - (Adnkronos/Ign) - La crisi irrompe nelle celebrazioni del 4 novembre. Nel messaggio inviato in occasione del Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha infatti ricordato come "il nostro paese e tanti altri nel mondo sono stretti in una crisi economica di intensità, durata ed estensione senza precedenti nel periodo seguito alla Seconda guerra mondiale". Un concetto ribadito più tardi a Bari a margine della cerimonia davanti al monumento in memoria dei caduti antifascisti del 28 luglio 1943, dove ha sottolineato che "il momento è molto difficile e molto duro per il nostro Paese". ''Quello che è essenziale è questa bella partecipazione di tutte le generazioni", ha detto il Capo dello Stato aggiungendo subito dopo: "Il Mezzogiorno rappresenta la grande riserva su cui l'Italia può contare per un suo nuovo, più intenso ed equilibrato sviluppo". Nel pomeriggio, durante il convegno che si è svolto nell'aula magna dell'università Aldo Moro di Bari, Napolitano ha sottolineato: ''Parliamoci chiaro: nei confronti del nostro Paese è insorta in Europa, e non solo in Europa, una grave crisi di fiducia. Dobbiamo esserne consapevoli e sentircene, più che feriti, spronati nel nostro orgoglio e nella nostra volontà di recupero''. ''Affiorano anche qua e là, se non pregiudizi antichi, nuovi giudizi unilaterali o ingenerosi e calcoli insidiosi verso l'Italia - ha evidenziato il capo dello Stato -. Ma guai a rispondere con ritorsioni polemiche e animosità''. Gli impegni presi verso l'Europa, ha poi proseguito il capo dello Stato, ''vanno attuati tempestivamente, puntualizzandoli nei loro termini rimasti generici o controversi. Vanno attuati e anche rafforzati e arricchiti''. ''Non si può, in particolare nelle sedi europee, ripartire ogni mese con nuove indicazioni e prescrizioni; ma dal canto suo l'Italia non può dare segni di scarsa determinazione e affidabilità'', ha osservato Napolitano. Questa mattina il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa,ha deposto una corona d'alloro in omaggio al Milite Ignoto all'Altare della patria. A piazza Venezia, tra le tante autorità presenti il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il capo della polizia Antonio Manganelli, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il prefetto della Capitale Giuseppe Pecoraro e il questore Francesco Tagliente.